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Garanzia Giovani: «Ho trovato un posto da 750 euro al mese»
Veronica, 25 anni: mi sono iscritta al sito e un’azienda di logistica mi ha chiamato «Vivo con i miei genitori, se mi confermassero sarebbe una cosa straordinaria»
di REDAZIONE
Veronica ha trovato un lavoro di 75o euro la mese

INTERNAPOLI. Ci sono casi eccezionali che confermano la regola. Come quello di Veronica Frustaci. Venticinque anni, milanese, un fidanzato e una laurea, Veronica è pronta a scrivere il suo futuro. A differenza di molti suoi coetanei, è riuscita a partire con il piede giusto. Solo sei mesi di attesa dopo la laurea poi uno stage ben retribuito. Il tutto grazie a quella Garanzia Giovani che molti considerano già una delusione.
«A me è andata bene - racconta Veronica -. A giugno mi sono iscritta sul sito della Garanzia e nello stesso tempo ho iniziato a mandare in giro curriculum. Un’azienda che avevo contattato mi ha chiamato: erano pronti a offrirmi uno stage attraverso la Garanzia Giovani. Detto, fatto. Sto lavorando da fine agosto». L’azienda in questione si occupa di logistica e trasporti. Veronica organizza i trasferimenti di opere d’arte destinate a mostre e musei. «Sto imparando moltissimo», assicura. E lo stage, rispetto ad altre situazioni, è ben retribuito: 750 euro al mese più cento euro di buoni pasto.

Qui è necessario aprire una parentesi. Ogni Regione ha deciso in modo diverso quanto e come agevolare gli stage. In Emilia Romagna, per esempio, due terzi del rimborso pari a 300 euro al mese arrivano dai fondi di Garanzia Giovani e altri 150 euro li aggiunge l’azienda per un totale di 450 euro di rimborso mensile. La Lombardia ha optato per un assegno più consistente (i 750 euro più 100 di buoni pasto) coperto al 50% con i fondi della Garanzia purché lo stage duri almeno sei mesi. Sempre la Lombardia è una delle poche Regioni in cui gli stage con Garanzia Giovani sono già realtà. Nella maggioranza dei territori, invece, per partire si sta aspettando la firma di una convenzione con l’Inps.

Tornando a Veronica, adesso il punto interrogativo del lavoro è spostato a febbraio prossimo. «Vedremo come va alla fine dello stage - esita la ragazza -. Se mi confermassero sarebbe straordinario. Vivo con i miei genitori ma avrei voglia di costruire qualcosa con il mio fidanzato». In Regione Lombardia su 20 mila giovani iscritti alla Garanzia circa 4.000 sono stati «presi in carico». In concreto: è stato fatto loro un colloquio propedeutico a una proposta concreta, di lavoro o di formazione. Veronica fa parte della minoranza a cui è stata offerta addirittura un’opportunità di lavoro. Alcune tra le Regioni più attive, seppure con modi d’operare molto diversi, come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono d’accordo su un punto: il problema è che i passaggi da fare per attivare la Garanzia sono troppi. L’iscrizione al sito nazionale, poi a www.cliclavoro.gov.it, poi ai siti regionali, poi la scelta di rivolgersi al centro per l’impiego (o a un’agenzia per lavoro, dove questo è permesso)... La maggioranza si perde per strada. Per non parlare del fatto che Garanzia Giovani permette sì la mobilità da una Regione all’altra, tanto che molti ragazzi del Sud si sono iscritti nel portale di una Regione del Nord. Ma poi chi glielo fa fare di spendere 200 euro di viaggio per fare un semplice colloquio ? In Veneto si sta attivando in questi giorni una forma di presa in carico via web. «Non possiamo dare una delusione a questi ragazzi, il ministero del Lavoro agevoli un sistema di presa in carico a distanza», incita Valentina Aprea, assessore al Lavoro della Lombardia.

Veronica di tutte queste faccende non vuol sentir parlare, concentrata com’è a svolgere al meglio il suo stage. «Alla maggioranza dei miei compagni di università è andata peggio - conclude la ragazza -. C’è chi fa l’assistente in uno studio medico. E chi se ne è andato all’estero. Questa è la mia grande occasione».

Rita Querzè
Corriere della Sera - Economia



14/10/2014
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