MERCOLEDÌ , 22 febbraio 2017
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L'INTERVENTO
Qualiano. La percoca come riscatto sociale della città
Le riflessioni di Peppe Panella sulla sagra del 5 settembre: «Evento di portata mondiale»
di Peppe Panella
Qualiano. Sabato la sagra della

QUALIANO. Non me ne sono mai accorto che un semplice frutto di colore giallo potesse scuotere una millenaria tradizione fatta di “sapori, tradizione e cultura”. Faccio un mea culpa megagalattico, cospargendomi il capo di cenere. Non averci mai pensato mi ha fatto ripensare a tutti i miei limiti culturali, mentali, olfattivi, sensoriali ed extrasensoriali. La percoca dunque, questo mitico frutto che in un colpo solo ha fatto riappropriare la comunità qualianese del suo passato e delle sue tradizioni e la proietta verso un futuro radioso e prosperoso. Bene ha fatto il reggente dell’Assessorato al Turismo del regno dei panzatuosti, a rivalutare cotante tradizioni popolari. “Datemi una percoca (e una giarra di vino) e risolleverò le sorti di questo martoriato comune!!”, questo deve aver pensato l’ottimo e l’ottimista reggente, lanciando il guanto di sfida ad EXPO’ 2015 sul nodo fondamentale di “Nutrire il Pianeta”, che ricordiamo, è il tema dell’esposizione universale di Milano.

Se il cibo costituisce una delle eccellenze italiane, la percoca nel vino è una delle preziosità qualianesi di cui nessun “palato potrà più farne a meno”. Altro che padiglione espositivo. La sagra del 5 settembre sarà indubbiamente un successo. Degustare tale prelibatezza sarà il prequel di un film di sicuro successo, “Panzatuosti alla conquista del mondo”. Un solo grido per una riscossa che a tratti sarà storica e stoica al tempo stesso. “Percoca forever” è il grido che ogni panzatuosto urlerà in faccia al mondo.

Se l’assessore è fiducioso e se l’amministrazione insieme alla Pro loco si sono impegnati per circa un anno nel pensare ad un evento, che a detta di molti, è di indubbia portata storica, allora i qualianesi possono stare tranquilli: c’è chi pensa interminatamente al loro futuro e a quello delle generazioni future. Attraverso le “terzarole” (la qualità di percoche più diffuse dalle nostre parti), la comunità qualianese si riscatterà agli occhi del mondo. Sarà il segno inequivocabile che a Qualiano esiste una comunità viva e laboriosa, nella quale, oltre alle percoche, si coltiva un sentimento di progettualità agroalimentare su scala industriale in grado di sfidare il mondo. Dalla percoca si alimenta e trae linfa vitale una città moderna, evoluta ed europea che vince la sfida della globalizzazione con un prodotto peculiare e di nicchia.

Ludovico, Tonino e Venturino, dal vetro della giarra piena di vino, propongono e focalizzano una comunità aperta, che guarda al futuro in una sorta di ottimismo temperato e dalla diffusa certezza che, attraverso la percoca, si possa offrire alle future generazioni un futuro migliore. La percoca è l’ autentica speranza di una comunità che rispetto alle sfide del nuovo millennio ci pone in condizioni di netto vantaggio. Attraverso la percoca, l’amministrazione guidata da tre futuri “statisti” di lungimiranti vedute, sprona la cittadinanza intera al multiculturalismo ed a un percorso di coesione sociale unico nel suo genere.

Insomma con la sagra della percoca nel vino la comunità qualianese si prepara alle nuove sfide globali. Quando le paure e le preoccupazioni crescono e, troppo spesso, tracimano nella insicurezza e nella sfiducia, ecco che la magnifica triade tira fuori dal cilindro un occasione unica di riscatto di una intera popolazione, dove è rintracciabile il seme di una comunità viva e laboriosa che opera all’ombra della pianta di percoca. Come amavano ricordare i grandi meridionalisti del passato, possiamo senz’altro affermare che il prezioso frutto giallo col pizzo, è un sorta di “consolante memoria del nostro passato, ma rappresenta al tempo stesso un pressante ed incalzante impegno del nostro presente e ci stimola ad essere pronti per le impervie sfide del futuro prossimo o più lontano”. La sagra della percoca nel vino è dunque, una sintesi perfetta di poesia , buongusto e seria amministrazione e rappresenta, intrinsecamente, una barriera culturale alla mortificazione ed allo spegnimento delle intelligenze. Viva Qualiano, Viva la triade!!

02/09/2015
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