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LA DECISIONE
Omicidio di Calvizzano. Vietati i funerali pubblici per Ferdinando Pecchia
L'uomo fu ucciso con cinque colpi di pistola da un sicario mentre si trovava in un bar
di REDAZIONE

CALVIZZANO. Nessun funerale pubblico e sepoltura subito dopo la conclusione dell’autopsia. Ferdinando Pecchia, l’idraulico di 40 anni ammazzato una settimana fa, di domenica sera,all’interno del bar Rumba di via Pietro Nenni, oltre che essere ammazzato come un boss, non ha avuto neanche il funerale pubblico. Proprio come gli esponenti di spicco di una cosa criminale.La decisione, evidente-dopo opportune e certosine valutazioni, presa dalla Prefettura è legata a motivi di ordine pubblico. Nelle scorse ore sul corpo di Ferdinando Pecchia, padre di tre figli e da due anni separato dalla moglie, all’istituto di medicina legale del II Policlinico di Napoli è stata effettuato l’esame autoptico, il cui risultato non è stato ancora diramato.

Successivamente, dopo la benedizione di don Ciro Tufo, parroco della chiesa di San Giacomo che peraltro ha dato la notizia del-l’avvenuto agguato dall’altare durante le celebrazioni del Corpus Domini, Pecchia è stato trasportato accompagnato dai familiari al consorzio cimiteriale di Mugnano-Calvizzano.Ferdinando Pecchia, la sera di domenica 29 maggio stava giocando alle slot machine del bar di via Pietro Nenni quando è stato raggiunto da 5 colpi di pistola che l’hanno colpito sul corpo alla testa. A sparare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato un uomo giunto all’interno del bara rmato di pistola e con il volto coperto dal casco. Per l’idraulico non c’è stato scampo. Inutili i soccorsi. I sanitari del 118 giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Ad indagare sul caso sono i carabinieri della compagnia di Giugliano diretta dal capitano Antonio De Lise che stanno cercando di capire il perché Pecchia sia stato ammazzato come un boss, con una vera e propria esecuzione generalmente riservato agli affiliati dei clan o ai capi delle cosche.

La domanda resta ancora oggi la stessa: perché Fernando Pecchia è andato incontro alla morte in quel modo nonostante non fosse affiliato ad alcun clan e non aveva alcuna macchia se non per una vecchia storia legata ad un incidente stradale capitato diversi anni fa? Sul movente non c’è ancora certezza. Da quanto emerso, l’idraulico dopo essersi separato dalla moglie frequentava da un po’ di tempo una ragazza imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. Ma non è certo che Pecchia, proveniente da una famiglia molto stimata in città, sia stato ammazzato per questo. Un’altra delle ipotesi avanzate riguarda una punizione per essere stato vicino negli ultimi tempi ad alcuni esponenti degli “Scissionisti’’ che fanno riferimento, sul territorio tra Marano e Calvizzano, a Mario Riccio detto “Mariano’’, il ras che gestiva il traffico di stupefacenti , arrestato nel 2014.

06/06/2016
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