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IL CASO
Referendum rom, Russo, Sequino e Aprovitola: «Democrazia calpestata. Poziello si dimetta»
di Mario Rispetto

GIUGLIANO. Il referendum consultivo per la costruzione dell’Eco villaggio rom non si farà. La decisione del Ministero degli Interni ha scatenato le reazioni della classe politica giuglianese. Secondo alcuni esponenti della minoranza consiliare è stata “calpestata la democrazia, impedendo ai cittadini di Giugliano di esprimersi su tale questione”.

La leader di cambiaMenti Anna Russo ha commentato: “Non credo che il Ministro non abbia le competenze per comprendere che la proposta referendaria rientra nel merito esclusivamente locale e non limita la libertà della persona, così come invece sostiene. Il quesito posto riguardava la destinazione di un terreno della nostra città, pertanto nulla avrebbe vietato che si potessero trovare nuove soluzioni differenti dal nuovo ‘ghetto’ spacciato come ‘Eco villaggio’ e soprattutto non va oltre i limiti di 'materie di esclusiva competenza locale' com'è scritto nella nota della Prefettura. Guarda caso – ha proseguito la consigliera di centrodestra – la nota della Prefettura è giunta con un tempismo stranissimo. Tra pochi giorni si sarebbe dovuta svolgere una riunione interpartitica e poi, il 4 novembre, un consiglio comunale sulla questione rom. Mi auguro che i colleghi della maggioranza, così come a febbraio si preso la responsabilità di votare a favore della realizzazione dell’Eco villaggio, non evadano dalle loro responsabilità e motivino le loro scelte. Non possono tirarsi indietro, ma se sono realmente intenzionati a prendere una diversa posizione sul tema, nulla ci vieterebbe di andare a discutere in maniera compatta con Ministro e Prefetto. È vergognoso – ha detto Anna Russo – che si parli chiaramente di ‘limitazioni della democrazia’. Noi siamo stati eletti democraticamente a tutela del territorio. Se ci troviamo invece in uno stato di dittatura, dovremmo avere tutti il coraggio di andare a casa, a meno che non ci interessi esclusivamente il gettone di presenza. Questa città andrebbe amministrata seriamente – ha concluso – ed ancora una volta si è giocato con il territorio e con il popolo giuglianese a causa di una maggioranza che usa la casa comunale come se qualcuno gliela avesse lasciata in eredità e che per giunta non si prende le responsabilità delle proprie azioni”.

“Se è vera questa notizia, oltre a deviare il vero significato del testo referendario ed a mortificare più di 5000 cittadini che lo hanno richiesto, viene mortificata tutta la classe politica giuglianese”. È il duro attacco dell’esponente di Forza Italia Alfonso Sequino alla maggioranza del sindaco Poziello. “Spero che non ci sia un progetto politico preciso dietro tutto ciò con il benestare del Sindaco e della sua Maggioranza. Questo atto, improprio ed inopportuno, deve essere giustificato politicamente. Il Sindaco – ha proseguito – visto che non viene rispettata la democrazia e la volontà dei concittadini che è delegato a rappresentare, deve annunciare le dimissioni e consegnarle nelle mani del prefetto. In caso contrario saremo propensi a pensare ad un accordo tacito”, ha accusato il consigliere forzista.

Infine, anche il vice presidente del consiglio comunale Francesco Aprovitola (Forza Italia) si è espresso sulla bocciatura del referendum consultivo. “Oltre 5000 giuglianesi vengono schiaffeggiati, imbavagliati e derisi dal Prefetto di Napoli. Ancora una volta quest'amministrazione dimostra di non avere gli attributi per prendersi le giuste e dovute responsabilità in Consiglio”.

27/10/2016
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