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POLITICA
Marano sciolto per camorra. Liccardo: aspettiamo le motivazioni. Bertini: era già tutto scritto
di Antonio Sabbatino

MARANO. Inevitabili le reazioni dei vari esponenti politici alla notizia dello scioglimento per, come recita la nota del Consiglio dei Ministri di quest’oggi, «accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata». Ci va giù piuttosto pesante l’ex sindaco Mauro Bertini, capogruppo uscente della lista di sinistra l’Altra Marano. Principale destinatario degli strali, il sindaco di centrodestra Angelo Liccardo, in carica sino alla primavera di quest’anno. «Tanto tuonò che piovve. Lo scioglimento l’avevano già chiesto i 12 consiglieri d’opposizione all’epoca della sindacatura Liccardo, per palesi inadempienze amministrative. I presupposti c’erano tutti. Nella campagna elettorale del 2013 lanciai l’allarme: se le elezioni le avesse vinte Angelo Liccardo c’era il rischio dello scioglimento, visto il contesto che sosteneva l’allora candidato Liccardo. Senza dimenticare che per esempio su una questione come il Pip già a settembre 2013, pochi mesi dopo la sua vittoria, avevamo invitato Angelo Liccardo ad intervenire, ma invece lui non ha fatto nulla». Ma l’ex sindaco si rammarica di un fatto, sfiorando quasi il paradosso: «Lo scioglimento arriva nel periodo peggiore perché chi ha condizionato in un certo modo la politica maranese, ora è in galera. Ora il rischio è che, nel periodo in cui lo scioglimento sarà in atto (da un minimo di 12 ai 18 mesi che poi possono arrivare sino a 24 ndr.) la criminalità organizzata può riorganizzarsi e tornare influente». Angelo Liccardo si mostra, invece, più cauto: «Aspettiamo di sapere più specificatamente le motivazioni che hanno portato allo scioglimento – dice il militante di Forza Italia – Io continuo ad essere sereno perché ogni atto della mia amministrazione aveva alla base la salvaguardia della trasparenza. Il nostro governo cittadino ha riassegnato i beni confiscati alla criminalità organizzata, non ha fatto favori a nessuno. Ma attendiamo di sapere anche se, nel caso, qualche funzionario, qualche dirigente sarà coinvolto nella vicenda oltre, eventualmente, alla politica. Per ora bisogna attendere. Sono curioso di capire le motivazioni». Per Andrea Caso del Movimento 5 Stelle, «ancora una volta si dimostra il fallimento della politica locale. Lo scioglimento serva per far emergere responsabilità politiche e non solo. Mi spiace solamente che a pagare le conseguenze di tutto ciò saranno, come al solito, i cittadini e quelle associazioni che si battono per il riscatto del territorio».

29/12/2016
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