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ESCLUSIVA. Marano, Comune sciolto per camorra: ecco i nomi dei 3 commissari prefettizi
di Angelo Covino

MARANO. Si insedierà nei prossimi giorni la commissione prefettizia nel comune di Marano di Napoli, la cui amministrazione è stata sciolta dal Consiglio dei Ministri nella riunione dello scorso 29 dicembre dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, per sospette infiltrazioni mafiose.

La commissione sarà guidata dal prefetto Antonio Reppucci , già prefetto di Perugia, dal vice prefetto Maria Lodovica De Caro, già Direttore del PON presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e da Francesco Greco, vice dirigente dell'Area economica finanziaria della prefettura di Salerno. La triade è in attesa della notifica del decreto presidenziale, nonché della registrazione dello stesso presso la Corte dei Conti. Ma come dicevamo è questione di giorni se non addirittura di ore. E soltanto dopo la notifica la triade potrà operare e guidare il Comune nei procedimenti amministrativi e gestionali, fino all'estate del 2018.

I commissari avranno il compito di ristabilire le condizioni di legalità e di trasparenza per tutta la durata dell'incarico. Dal momento dell'insediamento della commissione straordinaria, il viceprefetto Franca Fico, di nomina anch’essa di natura commissariale, decadrà dall'incarico. Di supporto alla triade commissariale, ci saranno tre, se non addirittura quattro sovraordinati con delega alla polizia municipale, tributi e ufficio tecnico .

In pratica sono previsti: due Ingegneri, un esperto in finanza locale e un nuovo Comandante di Polizia Municipale. Il pool di esperti, si dovrebbe occupare della riscossione tributi, degli allacci abusivi, in particolare degli evasori dell'acqua, nonché dell'adeguamento dei canoni delle case popolari fermi al "palo". E non solo.

La commissione dovrebbe anche rivedere e suddividere l'organigramma della polizia locale, nonché studiare ed attuare una viabilità sostenibile in città. Il lavoro che li attende non sarà facile, ma almeno si cercherà di dissodare il terreno, di fare pulizia, di tagliare rami secchi dentro e fuori il comune, ove necessario e riconsegnare tra almeno 18 mesi un comune che finalmente sia una casa di vetro e non quel palazzo avvolto da brume e olezzi.

Intanto consiglieri, amministratori e portaborse che hanno responsabilità, per il momento non dovrebbero parlare di politica e rendere conto dei loro comportamenti alla città. Insomma, non sempre la camorra è responsabile delle malefatte di Marano, i colpevoli vanno ricercarti altrove. Lo scioglimento del consiglio comunale sia dunque occasione non per piagnistei e sensi di frustrazione ma opportunità per ripartire con una classe politica rinnovata, che tagli i ponti con il passato, che alimenti il senso democratico grazie anche al lavoro che i tre commissari prefettizi dovranno necessariamente fare, perché loro compito istituzionale.

10/01/2017
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