SABATO , 24 giugno 2017
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IL CONTRIBUTO DALL'ENTE
Non puoi pagare l'affitto di casa? I soldi te li dà il Comune di Sant'Antimo: ecco come fare
di Antonio Sabbatino

SANT'ANTIMO. L’Ente comunale tenta di venire incontro alle fasce più deboli pubblicando il bando per l’accesso al fondo della cosiddetta “morosità incolpevole’’, destinato a tutti coloro i quali siano destinatari, nell’anno 2016 appena trascorso, di uno sfratto per morosità, con annessa citazione di convalida, per difficoltà economica.
Tecnicamente, la morosità incolpevole «si verifica – come specificato nel bando di gara a firma dell’assessore alle Politiche Sociale Rosa Di Biase e la responsabile del Settore dottoressa Vincenza Cammisa - per la sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locativo a seguito della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare». In altre parole, quando una famiglia non riesce a far fronte alle spese per pagare l’affitto di casa. A poter accedere ai fondi, garantiti dalla Regione Campania, sono tutti coloro i quali abbiano un Ise non superiore ai 35.000 euro annui e un valore Isee non superiore ai 26.000 euro; siano destinatari di uno sfratto per morosità; titolari di un contratto di locazione ad uso abitativo di un immobile non di edilizia residenziale pubblica, oltre ad altri criteri specificati nel bando di gara all’interno del quale, inoltre, si legge: «Costituisce criterio preferenziale per la concessione del contributo la presenza all’interno di un nucleo familiare di almeno un componente che sia: ultrasettantenne, ovvero minore, ovvero con invalidità accertata per almeno il 74%», che abbiano perso il lavoro per licenziamento, abbiano visto ridursi il proprio orario di lavoro, una malattia grave o decesso di un componente del nucleo familiare conseguenza del quale ci sia stato una riduzione del reddito familiare.
Per ciò che concerne i contributi, saranno di un massimo di 8000 euro per sanare la morosità incolpevole accertata dal Comune, «qualora – è specificato nel bando – il periodo residuo del contratto in essere non sia inferiore ad anni 2» e fino ad un massimo di 6000 euro «per ristorare le proprietà dei canoni corrispondenti alle mensilità di differimento», cioè il proprietario dell’immobile dia il tempo necessario all’inquilino moroso di trovare un’altra sistemazione.

10/01/2017
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