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LA VERITÀ SULL'OMICIDIO DALLE PAROLE DELL'EX BOSS
«Decidemmo di ucciderlo durante un summit di Camorra nel 'vascio' di mio fratello. Girava armato coi Di Biasi»
di REDAZIONE

NAPOLI. Omicidi di Camorra, summit, agguati e ferimenti. Racconta tutto l'ex leader della cosca dei Picuozzi Marco Mariano. In un verbale choc di poche pagine riportato dal quotidiano il Roma, l'ex boss, ora collaboratore di giustizia, ripercorre tutte le cruenti fasi della guerra dei vicoli che negli anni Novanta portò all’uccisione di decine di uomini e anche di tanti innocenti. Ad esempio, Mariano descrive come sia nata l'idea di uccidere nel lontano 1990 un certo Giuseppe Campagna, in quanto quest'ultimo sarebbe stato affiliato ai Di Biasi, clan rivale delle 'Teste Matte'.

«Per quanto riguarda l’omicidio di Giuseppe Campagna, ricordo che mi avvisarono la sera stessa dell’omicidio Salvatore Terracciano e il gruppo di Sant’Anna di Palazzo capeggiato da Salvatore Cardillo ,composto anche Paolo Pesce, Gennaro Oliva detto “giubba rossa” ed altri facenti parte del cosiddetto gruppo delle “Teste matte”. Quella sera ci trovavamo all’interno di un basso di proprietà di mio fratello Ciro dove spesso ci intrattenevamo. Mi ricordo che oltre a me c’erano Giuseppe Ammendola ed altri, mio fratello Ciro non era presente ma, come ho detto era libero in quanto latitante. Non ricordo se c’era anche Salvatore Cardillo all’interno del basso, ma ricordo che successivamente ho parlato con lui di questo omicidio e mi ha confermato che era stato il suo gruppo ad organizzare e commettere l’omicidio. Io non ricordo neppur e né mi sono informato nel dettaglio, così come mio fratello Ciro di questo omicidio, in quanto ormai,nell’ambito di questa faida, si realizzavano omicidi quasi in automatico e quindi non era più necessario ragguagliare Ciro per ogni omicidio commesso. Salvatore Terracciano mi disse che a commettere materialmente l’omicidio era stato lui insieme ad Gennaro Oliva. Non ricordo se mi disse che all'omicidio aveva partecipato anche Paolo Pesce e anche il cugino di Gennaro Oliva che faceva parte dello stesso gruppo. L’omicidio Campagna fu commesso nei prestiti della pasticceria “Mastracchio” ai Quartieri Spagnoli. Io conoscevo solo di vista questo Campagna che sapevo che era affiliato ai Di Biasi in quanto camminava armato con loro, voglio precisare che come me e mio fratello Ciro, Salvatore Cardillo è responsabile di altri omicidi di cui mi riservo di parlare».

11/01/2017
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