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POLITICA - LA CONFERENZA STAMPA
Melito. Carpentieri va all'attacco del Pd: «Io vittima degli interessi personali di chi ha rovinato la città»
di Nicola Marrone

MELITO . E' stata una conferenza stampa votata all'attacco quella di Venanzio Carpentieri che, a quattro giorni dalla sfiducia ha ripercorso i cinque anni della sua amministrazione, sommando le due esperienze al governo della città. In oltre un'ora di monologo il segretario provinciale del Pd ha provato a svelare i retroscena che hanno condotto alla firma contestuale delle dimissioni davanti al notaio maranese che ha decretato la fine, anzi tempo, della sua seconda esperienza amministrativa. Una crisi che, secondo quanto riferito da Carpentieri, si è concretizzata nel mese di luglio, per avere il suo epilogo lunedì scorso, ma che avrebbe origini ben più remote. Le diverse correnti all'interno del partito hanno fatto sì che si giungesse agli strappi e ai continui rilanci da parte di una larga fetta dei rappresentati del Pd all'interno dell'emiciclo cittadino. Pretese che sarebbero iniziate già all'indomani del varo della giunta tecnica e che sarebbero proseguite fino a chiedere, nelle ultime fasi dell'amministrazione, un ulteriore rappresentante in giunta per una delega già detenuta dal partito.

E' su questo punto che, secondo le parole di Carpentieri, girerebbe l'intera crisi politico-amministrativa: "non ho avuto quasi mai la possibilità di confrontarmi con il capogruppo del mio partito - ha affermato - perché, anziché frequentare la casa comunale, preferiva intrattenersi all'esterno di un ben identificato bar dove evidentemente gli davano altre direttive da portare avanti che non avevano nulla a che vedere con quanto l'amministrazione dovesse fare". Il reale motivo che avrebbe determinato la firma della sfiducia sarebbe stato il rifiuto di ricollocare la delega all'urbanistica, togliendola a Marina Mastropasqua, espressione dello stesso partito democratico, e assegnarla ad una quarta figura in quota Pd, affiancata da un nuovo dirigente all'urbanistica. Al centro della contesa ci sarebbe stato un terreno in via Signorelli che alcuni imprenditori del mattone locali avrebbero voluto trasformare in centro sportivo: una richiesta di un privato che sarebbe diventata una questione politica di interesse pubblico secondo i richiedenti e che avrebbe poi causato le ben note vicende degli ultimi mesi. "Un interesse privato non può diventare una questione politica - ha affermato Carpentieri - così si va contro il ruolo stesso di chi ha una funzione amministrativa".

E' stato un fiume in piena Venanzio Carpentieri che, nel lungo intervento, ha voluto controbattere anche alle accuse di un'attività amministrativa improduttiva e al lavoro compulsivo e propositivo "rivendicato" dal partito democratico. "Nel consiglio comunale di fine agosto il capogruppo del Partito Democratico ha sferrato un attacco sostenendo che il partito non si sentisse partecipe delle scelte dell'amministrazione, nonostante noi rappresentassimo un caso più unico che raro in Italia. Siamo forse l'unico comune nella penisola in cui il Pd esprime un sindaco, il vicesindaco, il presidente del consiglio, il vice presidente del consiglio e tre assessori con deleghe di rilievo. Inoltre, il ruolo dei consiglieri è quello di proporre e presentare iniziative attraverso le commissioni. Ebbene -ha continuato Carpentieri - le proposte che in questi anni mi sono giunte dalle commissioni si contano con le dita di una mano".

"Il documento di sfiducia che i 13 consiglieri hanno firmato è qualcosa che non avevo mai visto in vita mia - ha affermato Carpentieri -. Tre diverse componenti hanno fornito altrettante motivazioni alla sfiducia il che mi fa pensare che dietro non ci sia un disegno politico per il futuro, ma solo una salvaguardia di altri interessi. Spero, anzi prego, affinchè non sia così e che i firmatari si presentino alle prossime elezioni uniti, ma so che non andrà così".

Intanto si inizia a parlare del futuro e, alla richiesta di alcuni presenti di una nuova candidatura di Carpentieri, l'avvocato ha glissato dichiarando di avere al momento due soli obiettivi: quello di non disperdere le iniziative messe in moto in questi anni come l'area verde di via Carlo Alberto dalla Chiesa e la valorizzazione delle due aree mercatali attraverso il progetto Jessica e di non permettere ad alcuni personaggi che hanno rappresentato la rovina di Melito di rimettere le mani sulla città. Un progetto futuro che passerebbe inevitabilmente da un commissariamento della sezione locale del Partito Democratico - su cui ad ore si avranno notizie dalla segreteria regionale - e dalla quadratura del cerchio intorno ad un nome condiviso nel gruppo che si è creato subito dopo il 'golpe' fallito e il tentativo di mettere in piedi una maggioranza alternativa. "Se il partito democratico non dovesse prendere un provvedimento duro nei confronti dei firmatari della sfiducia del pd, così come accaduto in altre circostanze nazionali - ha chiosato Carpentieri - non mi riconoscerei più nel partito".

17/02/2017
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