MERCOLEDÌ , 29 marzo 2017
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LA DECISIONE
Marano. Liccardo rompe gli indugi: ricorrerà al Tar contro lo scioglimento del Comune per camorra
di Antonio Sabbatino

MARANO. Il ricorso dell’ex sindaco Angelo Liccardo contro lo scioglimento del consiglio comunale deciso ratificato dal Ministero dell’Interno lo scorso 29 dicembre, ci sarà. I legali incaricati dall’esponente di centrodestra sono già al lavoro da un po’ e, presumibilmente nel giro di un mese o poco più, gli atti con i quali si vuole annullare il provvedimento saranno pronti. Dalla data di scioglimento di un consiglio comunale, si può inoltrare un ricorso al Tar. Cosa che Liccardo, ma anche ex assessori e consiglieri della sua giunta, ha deciso di fare.

Attualmente il contenuto del ricorso è ancora top secret, anche se non è difficile intuire che si tenterà di smontare l’impianto che ha portato allo scioglimento a seguito della relazione della commissione d’accesso insediatasi un anno fa per spulciare gli atti prodotti dall’amministrazione retta da Liccardo. L’ex sindaco, contattato dalla nostra redazione, ha deciso al momento di non rilasciare dichiarazioni e mantenere anche in quest’occasione il suo consueto riserbo, preferendo parlare a ricorso presentato organizzando, come già anticipato da lui stesso, una conferenza stampa. D’altronde la mancata volontà ad esporsi mediaticamente a dichiarazioni, Liccardo l’aveva espressa anche nelle ore successive al decreto.

«Preferisco parlare conoscendo le motivazioni. Ora non voglio dire nulla» fu la reazione sibillina del capo dell’amministrazione in carica dal giugno 2013. In ogni caso, c’è da dire che nella relazione della commissione d’accesso viene fatto riferimento a buona parte delle scelte, in vari contesti da abusi urbanistici a presunte vicinanze con il mondo criminale e dei clan di Marano al comportamento dei dipendenti comunali, del governo cittadino Angelo di Liccardo. A reggere attualmente le sorti del Comune è il prefetto Antonio Reppucci coadiuvato dai sub commissari Francesco Greco e Ludovica De Caro. I tre si sono insediati all'Ente di corso Umberto I esattamente un mese fa.

«Il Comune dovrà essere una casa di vetro, ci dovrà essere massima trasparenza. Bisogna stabilire sempre un dialogo con i cittadini; dialogo basato sul rispetto reciproco» furono le prime parole del prefetto Reppucci all’atto dell’insediamento. Non va dimenticato come i membri uscenti di un consiglio comunale sciolto per infiltrazioni camorristiche non potranno candidarsi alla prossima tornata elettorale ma dovranno aspettare, almeno, le elezioni successive.

23/02/2017
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