LUNEDÌ , 23 ottobre 2017
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L'INTERVISTA
ESCLUSIVA. De Lise: «Droga ed estorsioni a Giugliano, il clan nasconde gli affari. Ancora poche denunce»
di REDAZIONE

GIUGLIANO. Lo spaccio di droga, il pericolo faida nel clan Mallardo, il fenomeno delle estorsioni ma anche la microcriminalità dilagante. Questo alcuni temi trattati nell'intervista esclusiva rilasciata ad InterNapoli.it dal Capitano Antonio De Lise, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Giugliano in Campania.

Secondo fonti investigative la scissione all'interno del clan Mallardo avrebbe provocato effetti anche su estorsioni e droga. Qual è la situazione adessa a Giugliano?

Se dovessimo basarci sui numeri e dati di sintesi, oggi potremmo dire che non è alto il tasso di fenomeni di estorsione a Giugliano, ma non è affatto così, anzi. Nonostante uno spenda il tempo cercando di rendersi familiare agli occhi dei cittadini magari partecipando a diverse iniziative, con rammarico ho costatato che nessuno viene in caserma a denunciare. Rispetto ad un anno fa certamente qualche risultato l’abbiamo riscontrato, sette arresti per estorsioni in 4-5 mesi mi fanno ben sperare ma non è abbastanza. Qualcuno inizia ad avere più fiducia nella giustizia, ma c'è anche il fattore della crisi economica che incide. Infatti mentre prima i commercianti avevano i soldi per pagare, ora invece che, avendo poca liquidità, decidono di rivolgersi alle forze dell’ordine. Riguardo al fatto che a Giugliano non ci sia la droga, questo è un 'falso mito' creato dal clan. Magari non ci sono grandi 'piazze' a cielo aperto come a Melito, ma la droga circola e le scoperte che abbiamo fatto negli ultimi mesi lo dimostrano. Anche in questo caso la camorra è brava a nascondere.

Spesso il cittadino non denuncia perchè si sente solo o ha paura delle conseguenze. C'è un modo per tutelarli?

Stiamo cercando di far nascere un’associazione antiracket a Giugliano, perché credo che coinvolgere i commercianti a farne parte aiuta gli altri a creare una Rete e sentirsi maggiormente coinvolti. Confrontarsi non solo con le forze dell’ordine aiuta. L’associazione ad esempio così come è avvenuto per Sant’Antimo andrà in ausilio a chi ha esposto denuncia. Rappresenta un valido supporto sia economicamente per affrontare il processo e per la ripresa dell’attività, e poi non abbandonano le vittime e rappresentano un validissimo sostegno per noi.

CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERVISTA INTEGRALE



16/03/2017
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