GIOVEDÌ , 22 giugno 2017
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IL CASO
Biodigestore a Giugliano, confronto in biblioteca sull'impianto. VIDEOINTERVISTE A POLITICI E TECNICI
di Antonio Sabbatino

GIUGLIANO. Assemblea pubblica sul tema legato al biodigestore sabato sera nella sala conferenze della biblioteca comunale di via Giuseppe Verdi. Il non folto pubblico, un centinaio in tutto i presenti comprese le personalità politiche intervenute, tra queste non va annoverato il primo cittadino Antonio Poziello risultato assente, hanno ascoltato gli interventi di esperti in materia e mostrato tutte le loro perplessità per un impianto sul quale la polemica tra maggioranza ed opposizioni già da giorni impazza. Inquina? Non inquina? È giusto che ci si affidi ad un biodigestore per trattare i rifiuti prodotti dalla città? «Vogliamo sapere – hanno detto alcuni cittadini presenti al dibattito – perché si fanno e attuano norme sempre e comunque a favore di chi ha interessi economici e non per i cittadini. Ed anche per il biodigestore sta accadendo la stessa cosa. In Italia quello che manca è lo Stato di diritto. La popolazione va difesa, rischiamo di ammalarci».

Le parole e la rabbia dei giuglianesi presenti ricorda, almeno in parte, quella che ha accompagnato le passate proteste legati all’inquinamento ambientale da Taverna del Re all’ipotesi di costruzione di un termovalorizzatore. Per il chimico Annibale Barca, «non si ravvisa tutta questa utilità. Le autorizzazioni per l’utilizzo del biodigestore, a mio avviso, scontano degli errori amministrativi nei vari passaggi burocratici. Forse è anche una questione di volontà politica». Secondo l’ingegnere ed esperto in materia Luigi Grosso, «il biodigestore è una macchina complessa e ci sono due modalità: anaerobica (senza area) e aerobica (con aria). Potenzialmente non è pericoloso, ma potrebbe esserlo nei processi legati ai cicli di trattamento perché in quel caso ci sarebbero dei materiali da smaltire. Va anche ricordato che sono impianti incentivati e dunque, forse, è un problema anche di normative europee in materia».

Tra gli esponenti politici presenti, i parlamentari del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo e Sergio Puglia, oltre al consigliere comunale pentastellato Nicola Palma. In platea, anche la minoranza in consiglio comunale rappresentati, tra gli altri, da Anna Russo, Alfonso Sequino, Rosario Ragosa e Nicola Pirozzi. Dalle fila della maggioranza si sono visti, tra gli altri, Francesco Iovinella e Aniello Cecere. «Per quanto mi riguarda – le parole del deputato 5 Stelle Salvatore Micillo, di Giugliano e da tanti anni in prima linea nelle battaglie ambientali per il territorio – la questione è politica. Qui abbiamo avuto discariche, ecoballe, stir, incendi di rifiuti. È possibile mai che questo territorio debba sempre ragionare su impianti o si può parlare anche di imprese che arrivano, investono e non producono e non smaltiscono rifiuti? Sono vent’anni che si innestano gli stessi meccanismi, è ora di andare avanti». «Noi vigileremo sull’impianto. Già nei giorni scorsi c’è stata una task force dei vigili urbani con i dirigenti di settori ambiente, verificando anche la regolarità dal punto di vista urbanistico». Nicola Pirozzi del Pd ha invece affermato: «Ci siamo riuniti al nostro interno discutendo della questione. Abbiamo formulato delle proposte che renderemo note nei prossimi giorni. Noi siamo nettamente contrari al biodigestore».

20/03/2017
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