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IL CASO A GIUGLIANO
Post anti Bergoglio, Grauso: «Nessun pentimento, vivo una crisi con la mia fede. Gli islamici non hanno rispetto»
di Antonio Sabbatino

GIUGLIANO. Nessun pentimento per il post che tante polemiche ha suscitato e nessuna intenzione di dimettersi dal proprio ruolo come pure diverse forze politiche stanno chiedendo in queste ore. Adolfo Grauso, assessore alla legalità e sicurezza della giunta Poziello, non recede di un millimetro e conferma la sua aspra critica nei confronti di Papa Francesco “colpevole’’ di aver paragonato il Vangelo al Corano e di baciare i piedi ai musulmani come gesto volto a favorire il dialogo tra due delle principali religioni monoteiste. «Io sono cattolico, apostolico e romano ed in quanto tale Papa Francesco mi ha messo in difficoltà con quest’atteggiamento. Sono in profonda crisi con la mia fede in questo momento», confessa con tono deciso ad Internapoli.it Grauso.

Il post su facebook condiviso da un altro profilo e stigmatizzato da più parti si riferisce ad una vignetta che ritrae Gesù e Papa Bergoglio. Col dito puntato verso l’attuale vescovo di Roma, intento ad inginocchiarsi per baciare dei piedi, Cristo esclama ai suoi indirizzi: «Ti ho visto baciare i piedi degli islamici, hai paragonato il Vangelo al Corano e la mia parola a quella di Maometto. Accogli nella Casa di Pietro i nemici del Cristianesimo e taci sui matrimoni omosessuale… chi sei veramente? Fuori di qui impostore!» Polemiche e critiche da più parti, dal Pd all’Udc passando per il Movimento 5 Stelle e i Verdi con inviti a Grauso a fare un passo indietro. Ma lui non ci pensa proprio. «Il politicamente corretto non fa parte di me, non vedo i motivi per i quali io mi debba dimettere.

"Personalmente, rispetto la religione che rispetta la mia, di religione. Se tu islamico vuoi che venga costruita una moschea, devi consentire a me cristiano- cattolico di far sì che venga costruire una chiesa. Loro (gli islamici) credono nella loro religione ma non rispettano quell’altrui. Non dimentichiamoci che in diversi che professano la religione islamica tagliano la testa e le gole ai cristiani in alcune zone del mondo. A chi mi critica, rispondo: è questa la democrazia? Non rispettare e non accettare il pensiero altrui? Se è così, io mi adeguo…» Ritornando all’aspetto religioso della faccenda, l’assessore Adolfo Grauso ribadisce: «Se dopo 2000 anni di cattolicesimo le cose cambiano, io sono in difficoltà. Non sono un teologo, ma Vangelo e Corano non sono la stessa cosa. Io sono in difficoltà e, per come si è comportato Bergoglio, occorre fare una profonda riflessione».

18/04/2017
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