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IL RETROSCENA
Il clan Orlando attivo anche in Sicilia: il filo rosso tra i maranesi e il superboss Matteo Messina Denaro
di Stefano Di Bitonto

MARANO. C'è un filo rosso che lega da sempre i clan attivi a Marano con la Sicilia, con la camorra ancestrale che ha tra Trapani e Corleone il suo nocciolo duro. E' la storia dei rapporti tra i 'maranesi' con i corleonesi e dei legami ereditati nel tempo con i gruppi della valle del Belice. Il clan Orlando disarticolato la notte scorsa poteva vantare legami di questo tipo forte anche di innesti provenienti da una delle famiglie che ha fatto la storia della camorra napoletana, i Nuvoletta. Le indagini, coadiuvate anche da intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno accertato che la cosca aveva inglobato alcuni esponenti dei Nuvoletta (da sempre in ottimi legami con le cosche trapanesi): al vertice del gruppo, detto anche dei Carrisi, i fratelli Orlando, che hanno la propria roccaforte tra Marano e Quarto; poi, al secondo livello, Armando Lubrano, nipote del boss Antonio, consuocero di Lorenzo Nuvoletta e boss di Pignataro Maggiore, e Angelo Orlando, ‘portavoce’ ufficiale del gruppo; al terzo livello, i ‘responsabili di zona’ come Gennaro Sarappo, che si occupa di Quarto, o Raffaele Lubrano, attivo a Calvizzano. Sullo sfondo i rapporti con i gruppi che fanno capo al latitante più ricercato del mondo, Matteo Messina Denaro.

18/04/2017
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