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CRONACA
CAMORRA A MARANO «Ci serve un prestito da 500mila euro. Non abbiamo paura, buttiamo tutti a terra».
di REDAZIONE

MARANO. Gli imprenditori Orlando cercavano di tenere sotto scacco gli imprenditori maranesi, tra cui c'era anche Antonio Di Guida, noto politico ed ex consigliere provinciale. Come scritto nell'ordinanza, un gruppo del clan maranese, costola dei Polverino-Nuvoletta, avrebbe minacciato Pasquale ed Antonio Di Guida a sborsare la somma di 500 mila euro. Lubrano si presentò nel maggio del 2015 nello studio di Tonino Di Guida e parlando con DI GUIDA Pasquale riferì l?imbasciata dello zio latitante Orlando Antonio “mi ha mandato a dire pure che… vorrebbe fare un appuntamento con il cugino vostro…..lo zio (Antonio ORLANDO Latitante) vi vuole incontrare". Lubrano riferì a Di Guida di dover incontrare lo zio latitante presso i campi da tennis ELIOS precisandogli che non doveva preoccuparsi per i telefoni perché avevano apparecchi dissuasori dei telefonini. Al rifiuto dalla vittima di incontrare il capo clan latitante, Di Maro fissò un appuntamento presso un noto bar di Marano. Qui le vittime furono attese dagli esponenti del clan che fecero queste minacce “voi ci dovete prestare 500mila euro". Di Guida rifiutò la richiesta definendola insostenibile ma gli aguzzini incalzarono incitandoli ad andare in una banca a fare un prestito,“noi non abbiamo paura, buttiamo a terra la gente e la uccidiamo”. Le minacce continuarono nel corso del tempo. A dicembre 2015 Lubrano ed Angelo Orlando andarono di nuovo dai Di Guida: "Vengo per conto degli amici di Marano, per lunedì alle cinque voi e vostro cugino..un prestito da 100mila euro..se non verrà fatto voi e le vostre famiglie ve ne andate in Brasile e Cuba..non è un'estorsione. ….. a me chi mi ha mandato da voi…è gente più grossa non penso che sono pazzi..” ed alla vittima che replicava “lo devo dire.. lo devo dire a qualche persona mando qualche imbasciata a qualcuno....Adesso ci siamo presi il paese, ma siamo in difficoltà e ci servono i soldi per aiutare i carcerati..in due anni li restituiamo". -

19/04/2017
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