MERCOLEDÌ , 20 settembre 2017
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CRONACA
Gioielliere ucciso a Marano, fermato Maurizio De Fenza. Secondo l'Arma è stato lui a sparare
di Antonio Mangione

MARANO. E' stato sotto torchio diverse ore nella Compagnia dei carabinieri di Giugliano Maurizio De Fenza, accusato di aver ucciso Salvatore Gala, gioielliere di 43 anni ammazzato con un colpo di pistola alla tempia, nel suo negozio di via Merolla 77, a Marano nella notte tra lunedì e ieri. Si tratta di un pregiudicato di Marano, interrogato in questi minuti e dal pm della Procura di Napoli Nord che conduce le indagini: è accusato di omicidio e rapina A carico del suddetto, resosi irreperibile ma immediatamente rintracciato dai carabinieri, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza che hanno consentito l'emissione del provvedimento di fermo per l'allarmante episodio criminoso. In particolare, a seguito di perquisizione domiciliare, presso l'abitazione del fermato sono stati rivenuti dei preziosi sottratti nella gioielleria e le chiavi dell'autovettura della vittima.


I militari sono arrivati a lui dopo indagini lampo. Sono andati a cercarlo a casa, in un comune vicino a Marano, e hanno scoperto che era “improvvisamente” partito per Ischia. Grazie alla banca dati della polizia sui movimenti turistici nelle strutture ricettive lo hanno immediatamente rintracciato nell’albergo Oriente di Ischia Porto e in piena notte lo hanno caricato su un traghetto per riportarlo sulla terraferma. A legare l’uomo al raccapricciante delitto – sarebbero state delle registrazioni di immagini sul computer della vittima anche se i malviventi avevano tentato di cancellarle strappando i fili del router di collegamento con le telecamere. Ma ci sono anche i filmati delle telecamere di privati lungo la strada dove affaccia la gioielleria e che avrebbero ripreso parte della sua fuga. Ora però le indagini sono arrivate a una svolta. Gala, separato e padre di una bimba di 7 anni, è stato assassinato nella tarda serata di ieri, con un colpo di pistola alla tempia, nella sua gioielleria. Il negozio, chiuso dall'interno, era a soqquadro. La cassaforte aperta e svuotata del contenuto. Il corpo della vittima, invece, era dietro il bancone, riverso a terra in un lago di sangue, con il viso rivolto verso il basso.
A dare l'allarme, ieri mattina, era stata la madre della vittima. Diverse volte aveva cercato, inutilmente, di mettersi in contatto con il figlio. A scoprire il cadavere di Salvatore, che si faceva chiamare Maurizio, è stato il titolare della lavanderia Aurora, che si trova vicino alla gioielleria. I carabinieri hanno ascoltato diverse persone, tra cui i familiari della vittima e anche la ex moglie. Salvatore viene descritto, da chi lo conosceva, come una persona mite, tranquilla. Secondo alcuni testimoni, ieri sera, si è attardato in negozio. Forse proprio questa circostanza ha favorito chi è entrato in azione. Qualcuno lo ha visto vicino alla gioielleria, intorno alle 21,30, mentre parlava al telefono. Qualcun altro avrebbe sentito dei rumori sospetti provenire dalla gioielleria intorno alle 23. Tutti indizi da provare e ora da confutare durante l'interrogatorio in corso.

10/05/2017
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