MERCOLEDÌ , 22 novembre 2017
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IL GIOCO PERICOLOSO
Arrestato l'inventore del terribile gioco 'Blue Whale': vince chi si uccide. «Non mi pento affatto»
di Lucia Circiello Lauro

INTERNAPOLI. Di questo terribile "gioco" ne avevamo già parlato il 3 marzo scorso, quando in Russia il numero di adolescenti morti per seguire questa moda era arrivato a 130. Ieri sera, questo tema delicato è stato affronatato da Matteo Viviani de Le Iene e quello che ne è venuto fuori è davvero agghiacciante.

In Russia ha approfondito il tema e ha scoperto che dietro a questo "gioco" dell'orrore ci sono persone che manipolano la mente degli adolescenti. Queste persone si fanno chiamare curatori o tutor. E sono loro a dettare le regole del gioco. Per 50 giorni i ragazzi che decidono di prendere parte al Blue whale, che letteralmente significa balena blu, seguendo delle agghiaccianti regole.

Ad oggi il Blue whale ha ucciso 157 adolescenti in Russia e solo uno dei tutor è stato arrestato. Il suo nome è Philipp Budeikin, ha 22 anni e al momento dell'arresto ha detto di non essere assolutamente pentito: «Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete». Il 22enne russo Philipp Budeikin, il reo confesso studente di psicologia e ideatore del 'Blue Whale', attualmente detenuto in carcere, non ha mostrato alcun pentimento. «Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società» - ha spiegato il giovane durante un interrogatorio - «Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza».

Il giovane è accusato di aver istigato al suicidio almeno una quindicina di adolescenti negli ultimi mesi dopo aver attratto con l'inganno su Vk, il social network più in voga in Russia, centinaia di giovani e giovanissimi e averli spinti ad accettare l'estrema e tremenda sfida social. Per uno studente di psicologia di oggi, d'altronde, non dev'essere stato difficile sobillare e farsi accettare come leader da una moltitudine di giovani e giovanissimi, in molti casi con problemi psicologici e familiari e persi nelle insidie del web. Le modalità, la freddezza e la fierezza con cui ha agito Budeikin, però, colpiscono come un pugno nello stomaco.
Philipp Budeikin si trova attualmente in carcere a San Pietroburgo, dove ogni giorno riceve lettere d'amore delle adolescenti che aveva adescato sui social e che avrebbe potuto spingere al suicidio. Tuttavia, non si può parlare di pericolo scongiurato, dal momento che i casi di emulazione si sono moltiplicati in ogni parte del mondo.



15/05/2017
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