GIOVEDÌ , 17 agosto 2017
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CRONACA
Tentato il colpo all'ufficio postale, ma qualcosa va storto: presa banda di Melito
di REDAZIONE

MELITO. La polizia era sulle loro tracce perché sapeva dei loro precedenti per rapina (uno di loro anche per associazione mafiosa) e riteneva che fossero "trasfertisti" che, da Melito di Napoli, si spostavano a Milano per compiere i colpi e poi tornare a casa. E proprio monitorando i loro spostamenti nel quartiere Lorenteggio ha risolto, nel giro di poche ore, la rapina del 9 giugno all'ufficio postale di viale San Gimignano 10, durante la chiusura di pranzo. In manette, per rapina aggravata in concorso, Gennaro Di Biase, 25 anni, e Luigi Ascione, 22 anni, e Raffaele Bonavolontà di 34. 22 e 34 anni, tutti di Melito di Napoli, l'ultimo con precedenti anche per mafia, spaccio e armi. La squadra mobile milanese, guidata da Lorenzo Bucossi, monitorava da tempo i loro movimenti. E aveva installato i rilevatori Gps sulle auto e sugli scooter (rubati), parcheggiati in via Cavalieri di Malta: nei giorni precedenti il 9 giugno, i tre malviventi sono stati "Intercettati" dai Gps mentre si recavano in quella strada per controllare che gli scooter fossero a posto e con batteria carica. I malviventi avevano studiato perfettamente il colpo, programmandolo per l'orario del venerdì in cui la direttrice dell'ufficio postale (mentre questo è chiuso al pubblico) è solita ricaricare il bancomat in vista del weekend. Si erano anche portati una mazza per forzare la porta, ma non c'è stato bisogno di usarla perché hanno approfittato di una dipendente che usciva in quel momento. Mentre due di loro aspettavano il momento giusto per fare irruzione, una ragazza li ha filmati con il telefonino, perché uno assomiglia molto ad un suo amico. Una pura curiosità da passante che, in seguito, è stata utile alla polizia (che ha acquisito il video) come prova ulteriore della responsabilità. La banda si era anche costruita un alibi, dando appuntamento ad una ignara donna per la vendita di un'automobile usata sotto casa di Di Biase, proprio nell'orario della rapina. Ed effettivamente, come ricostruito dalla polizia, terminato (in pochi secondi) il colpo in viale San Gimignano, con 68 mila euro di bottino, i ladri in sella agli scooter hanno sfrecciato fino a via dei Tulipani, dove sono arrivati in qualche minuto, e mentre Di Biase concludeva la vendita dell'automobile facendosi dare un assegno circolare, i complici salivano in casa. Gli agenti, nello stesso pomeriggio, hanno fatto irruzione nell'edificio di via dei Tulipani e hanno arrestato tutti e tre, non senza qualche fatica: uno di loro, per sfuggire alla cattura, dal balcone del quinto piano si è calato giù fino al terzo, ma è stato preso comunque. Il bottino è stato interamente recuperato.

15/06/2017
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