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Ancora un sequestro all'area Pip di Marano: sigilli a 6 capannoni dal valore di 6 milioni di euro
di Antonio Sabbatino
Ancora un sequestro all'area Pip di Marano: sigilli a 6 capannoni dal valore di 6 milioni di euro

MARANO. Aumenta il numero dei capannoni sequestrati all’interno dell’area Pip di via Migliaccio. I carabinieri del Ros, che stanno conducendo le indagini insieme alla Dda di Napoli con l’inchiesta affidata ai pm della Procura di Napoli Mariella di Mauro e Giuseppe Visione e coordinate dal procuratore antimafia Giuseppe Borrelli, hanno posto i sigilli ad altri sei strutture, parte di queste non ancora finite, oltre che ad un terreno non distante dal polo industriale per un valore complessivo vicino ai 6 milioni di euro.

Per la vicenda della costruzione del Pip circa un mese fa furono arrestati tra gli altri, i fratelli Aniello e Raffaele Cesaro titolari della società Iniziative Industriali alla quale furono affidati i lavori. Tra i reati contestati (ma sino ad ora non ci sono condanne) vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa riciclaggio, minaccia e falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Secondo gli inquirenti, ci sarebbe la vicinanza del gruppo imprenditoriale con il clan egemone a Marano dei Polverino. A finire in manette, anche l’ex assessore provinciale Antonio Di Guida, Olivero Giannella e Pasquale Di Guida, con quest’ultimo poi scarcerato.

Sotto la lente di ingrandimento dei Ros, della Dda di Napoli e della Procura di Napoli le irregolarità urbanistiche per la costruzione del Piano di Insediamento Produttivo. Per la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, «i certificati di collaudo sia provvisorio che definitivo sono risultati totalmente falsificati, in quanto l’attività di verifica non è mai stata svolta. Inoltre, secondo la Dda «nei certificati di collaudo delle opere di urbanizzazione si attestava lo svolgimento di visite in cantiere mai avvenute nonché si dava atto ad un consuntivo finale dei lavori non corrispondente al quadro economico del progetto che la ditta avrebbe dovuto realizzare».

Il primo dicembre scorso lo stop alle attività del Pip portò alle pesanti proteste degli operatori del polo industriale. Tra le altre persone indagate risulta anche l’ex sindaco Mauro Bertini, in carica quando venne redatto il progetto Pip. In un’intercettazione telefonica Antonio Di Guida e Raffaele Cesaro fanno riferimento ad una presunta cifra corrisposta proprio a Bertini e che sarebbe servita per ripianare delle perdite della Compagnia degli Artigiani fondata ad inizio anni ’70 da Mauro Bertini.

22/06/2017
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