DOMENICA , 24 settembre 2017
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CRONACA
Al capolinea la storia infinita di Tiziana Cantone, arriva la prima seria svolta alle indagini
di REDAZIONE

MUGNANO. La storia infinita di Tiziana Cantone - la bella trentunenne originaria di Mugnano, morta suicida dopo la diffusione in rete di cinque video hot - è al capolinea: dopo il rigetto da parte del gip del tribunale di Napoli della richiesta di rito immediato per l’ex fidanzato di Tiziana, Sergio Di Palo, il 6 maggio sono state chiuse le indagini nei confronti di quest’ultimo in Procura a Napoli. Di Palo, imprenditore di Pozzuoli indagato per calunnia nei confronti dei cinque ragazzi di Battipaglia, Brindisi e Aversa - indicati in un primo momento da Tiziana Cantone al pm Alessandro Milita come coloro che avrebbero diffuso i filmati sul web - sarebbe stato ascoltato ad aprile dal pubblico ministero Valentina Sica, il magistrato napoletano che ha ereditato il fascicolo «spinoso» da Milita, nominato poi procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere. Ora, dunque, sono chiuse formalmente le indagini a carico di Sergio, mentre restano ancora aperte e senza però uno sbocco positivo, sembrerebbe, quelle di Napoli nord ad Aversa, coordinate dal procuratore Francesco Greco.
Il pm Rossana Esposito ha acquisito la relazione del tecnico informatico nominato dalla stessa Procura di Napoli nord- retta da Francesco Greco - e ha ascoltato nuovamente il perito di Ravenna, Mirko Rivola, il cosiddetto «mago» del web ingaggiato da Tiziana e Sergio nel 2015 per eliminare gli «url» da internet del filmato diventato virale «Stai facendo un video? Bravo!». Nell’ufficio inquirente della Procura di Napoli nord ad Aversa, infatti, era stato aperto a settembre scorso un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio di Tiziana Cantone contro ignoti. A nove mesi di distanza dai fatti, però, nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati e la vicenda, almeno sotto questo aspetto, sembra ancora tutta da scrivere. In sostanza, per i magistrati è molto difficile individuare il «dolo» che incastrerebbe il presunto istigatore. Sergio Di Palo, difeso dall’avvocato Bruno Larosa, da parte sua, si dichiara «innocente» e «vittima» anche lui del tritacarne mediatico e di internet.

Il Mattino



02/07/2017
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