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E' ACCUSATO DELL'OMICIDIO CASTELLO
Ammazzato a Melito e bruciato a Casandrino, caccia allo scissionista Lello 'o chiatt
di REDAZIONE

MELITO. La caccia all’ottavo uomo è già partita. Raffaele Mauriello, detto “Lello ’o chiatt”, è riuscito a sottrarsi alle manette. Da ieri mattina, cioè da quando gli agenti della Squadra mobile hanno bussato alla porta della sua abitazione, il 27enne esponente del clan Amato ha fatto perdere ogni traccia di sé. Ma il cerchio potrebbe presto chiudersi anche per lui. Mauriello, anch’egli destinatario della misura cautelare in carcere, risulta infatti indagato per aver preso parte all’omicidio di Andrea Castello, braccio destro del boss Mariano Riccio, e al ferimento di Castrese Ruggiero.
Secondo la Procura antimafia, il 27enne avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco organizzato da Francesco Paolo Russo ed entrato in azione il 14 marzo del 2014. Il commando, procuratosi le armi e una Fiat “500” nera, si sarebbe posizionato nei pressi delle palazzine di via Cicerone a Melito, storico bunker del clan Amato-Pagano, in attesa degli emissari di Alfonso Riccio - riporta Il Roma - Questi ultimi, giunti a bordo di una Fiat “Panda” poi ritrovata carbonizzata a Orta di Atella, sarebbero stati raggiunti da un’implacabile pioggia di piombo. Nel dettaglio, sarebbero stati proprio Raffaele Mauriello e Dario Amirante a esplodere «diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di Andrea Castello e Castrese Ruggiero, rimasti all’interno dell’auto».
La ricostruzione dell’agguato non finisce però qui: «Dopo di che - aggiungono gli inquirenti - insieme ai complici prelevavano Castello e si allontanavano, rifugiandosi nel garage in cui era parcheggiata una Fiat “500”, e si allontanavano fino a raggiungere via Lavinaio, a Casandrino». Ed è qui che qualche ora più tardi il corpo straziato del “maranese” verrà ritrovato. Castello venne infatti ucciso con cinque colpi d’arma da fuoco - letale quelli alla testa - e poi dato alle fiamme.
Il nome di Raffaele Mauriello, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, non è però nuovo alle cronache di camorra. Il 20 giugno 2016 “Lello ’o chiatt” si rese infatti protagonista di uno spettacolare incidente mentre trasportava in ospedale 15enne rampollo degli “Scissionisti” rimasto ferito nell’agguato messo a segno pochi minuti prima al Parco Padre Pio di Melito. A perdere la vita furono invece Alessandro Laperuta, 32 anni, e Mohamed Nuvo, 30 anni, uccisi nell’ambito dei contrasti per il controllo dello spaccio. Un duplice delitto giunto a un primo punto d’approdo poco più di un mese fa, quando l’adolescente è stato arrestato con l’accusa di essere il killer.



11/07/2017
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