DOMENICA , 24 settembre 2017
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L'INCHIESTA
«Cosi i veleni finiscono nel mare di Licola» VIDEOINCHIESTA sull'inquinamento del litorale Domizio-Flegreo
di Antonio Mangione

GIUGLIANO. Le analisi dell'Arpac non lascerebbero scampo a dubbi: il mare del litorale domizio-flegreo è balneabile. Da Lago Patria fino a Cuma c'è un solo tratto interdetto ai tuffi ed è quello di Licola, nei pressi della foce. Gli altri chilometri di costa che interessano i Comuni di Pozzuoli, Giugliano e Castelvolturno sono stati classificati 'eccellenti'. Eppure c'è chi non si fida dei dati e denuncia lo scempio che si consuma da anni sotto gli occhi delle istituzioni inermi. Uno di questi è Umberto Mercurio, esponente dell'associazione Riqualificare Licola che si batte da anni contro il degrado dell'area a cavallo dei Comuni tra Giugliano e Pozzuoli. Tra le tante denunce c'è quella riguardante la situazione del canale Abbruzzese, alveo di 9 Km che dovrebbe trasportare le acque sorgive e che invece, a causa dell'abusivismo sfrenato, è una delle principali cause dell'inquinamento del litorale domizio-flegreo. "In quel canale c'è di tutto, l'acqua è marrone e i miasmi che provengono sono nauseabondi - denuncia Mercurio. L'idrovora di Licola funziona tre volte al giorno per un'ora, per il resto della giornata tutti gli scarichi finiscono in mare. In quel canale, mai ripulito, ci sono rifiuti di ogni sorta sversati da aziende e privati. In alcuni punti il canale è addirittura tombato. Oramai sono settimane che non piove, l'alveo dovrebbe essere quasi asciutto e trasportare solo le acque sorgive ed invece il colore è tra il verde ed il marrone. Ho denunciato questa situazione decine di volte a tutte le istituzioni, sia politiche che la magistratura ma non è cambiato mai nulla. Lo Stato se ne frega. I dati dell'Arpac sulla balneabilità sono uno specchietto per le allodole. Basta venire fisicamente in questo posto per verificare di persona qual è la situazione. A pochi metri dall'idrovora c'è il depuratore, basterebbe collegare i due impianti ma non si fa nulla e la melma continua a finire in mare. Vietare la balneabilità al tratto solo adiacente la foce di Licola, dove sversa anche l'alveo dei Camaldoli, anche questo senza depurazione nè controlli, è una presa in giro", dichiara Mercurio. "




Nei giorni scorsi è arrivata anche la conferma dei tecnici di Legambiente sull'elevato tasso di inquinamento della foce. Dall'indagine si evince come la foce di Licola (Alveo Camaldoli e Abbruzzese) “vanta” un record assoluto, per l’ottavo anno consecutivo il giudizio di Legambiente è di “fortemente inquinato”. Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania ha sottolineato che “Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In molti punti giudicati critici, infatti, è stata registrata la presenza di bagnanti nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso".

14/07/2017
 
 
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