MARTEDÌ , 21 novembre 2017
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POLITICA
Melito. E' Nunzio Marrone il Presidente dell'Assise. Prime schermaglie tra gli schieramenti
di Antonio Sabbatino

MELITO. Celebrato il primo consiglio comunale post elezioni. Nel pomeriggio di venerdì l’Assise di via Salvatore Di Giacomo si è riunita, fra le altre cose, per il giuramento del sindaco Antonio Amente e l’elezione del presidente del civico consesso, con gli interventi degli esponenti delle varie forze politiche che hanno dato diversi spunti di riflessione. Va detto subito come, sebbene il sindaco abbia chiesto «collaborazione» anche alle opposizioni, il clima non è sembrato così sereno tra le parti. Non sono mancati alcuni rigurgiti della campagna elettorale, sebbene siano passate tre settimane dal voto.
A riprova di ciò, il botta e risposta tra il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio dei Progressisti per Melito Pietro D’Angelo e l'amministrazione. «La giunta varata appare inesperta – le parole di D’Angelo - visto che prima d’ora alcuni degli assessori non hanno mai ricoperto incarichi. Sull’amministrazione Amente, abbiamo dei pregiudizi visti che l’attuale sindaco, governando in passato, ha contribuito all’aggravamento delle condizioni di questo Comune. Ricordiamo la sentenza dei 20 milioni di euro sulla costruzione del parco Guerra (accuse sempre respinte da Amente ndr.) e poi le tariffe per i loculi al cimitero comunale, l’occupazione di suolo pubblico, l’ambiente, la pulizia del territorio. Sono temi che meritano risposte concrete». Pronta la replica del sindaco Antonio Amente e del vicesindaco Luciano Mottola. Amente: «Mi spiace che Pietro D’Angelo faccia delle affermazioni del genere, del tutto fuori luogo. Forse non ricorda che siamo in carica da meno di un mese e non da un anno o più. Bisogna studiare per bene le carte». Mottola: «Forse il consigliere D’Angelo è stato assente in questi giorni al Comune e non è al corrente di quanto fatto. In questi primi 10 giorni abbiamo elevato multe per 15.000 euro (quando è stata istituita la task force il neoassessore all’ambiente Rosa Ferraro non era ancora stata nominata e dunque Mottola, in attesa delle deleghe, ha seguito la vicenda ambientale unitamente al sindaco ndr.). E anche su l’occupazione di suolo pubblico abbiamo già detto che non guarderemo in faccia a nessuno, tolleranza zero». Poi la stoccata: «Il fatto di essere inesperti è un vanto visto quanto successo in questi precedenti vent’anni».


Veniamo all’elezione del presidente del consiglio comunale. Dubbi non ce n’erano alla vigilia: a diventare presidente, Nunzio Marrone di Obiettivo Melito, il quale ha conseguito più preferenze di tutti gli altri e per questo indicato come garante dell’assise rispettando la consuetudine di Amente. A dare il disco verde a Marrone, durante la prima votazione, tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione presenti, tranne Raffaele Caiazza e Renato Rinaldi di Dema e Venanzio Carpentieri del Pd. «Sono emozionatissimo, sarò il presidente di tutti e sono sempre a disposizione dei consiglieri di ambo le parti. È questa la mia intenzione», le prime parole da presidente del civico consesso in carica di Nunzio Marrone. Niente votazione, al contrario, per l’elezione del vicepresidente. La maggioranza ha appoggiato la candidatura di Valentina Rella di A Testa Alta. Nulla da fare, però. Alla prima votazione, in assise non si è raggiunto il quorum, con la soglia fissata a 19. «Ma qual è il metodo adottato? Personalmente mi astengo perché non c’è stato confronto con le opposizioni», ha detto l’ex sindaco Venanzio Carpentieri annunciando come, «nelle prossime sedute di consiglio comunale, allorchè saranno espose dall’amministrazione le proprie linee programmatiche, entreremo nel merito delle tante questioni, pungolando l’amministrazione». «Speravamo che, proprio in virtù del clima di collaborazione auspicato dal sindaco, la vicepresidenza andasse ad un membro dell’opposizione», il rammarico espresso da Pietro D’Angelo.

Ma non è mancato qualche parola di distinguo neanche all’interno della maggioranza. È il caso soprattutto di Emilia Cerrone di Noi Moderati (l’altro consigliere della lista Enrico Maisto invece non ha criticato la scelta), che apertamente ha manifestato la propria contrarietà al percorso per l’ingresso in giunta di Rosa Ferraro. «Non riconosco la figura dell’assessore Rosa Ferraro perché non c’è stata condivisione nella scelta. Il sindaco ha spesso detto di sentirsi l’allenatore di questa squadra, in questo caso, per me, non è stato così». L’incrinatura dei rapporti all’interno dei Noi Moderati era già chiara da qualche giorno e in queste ore è emersa l’intenzione di lavorare alla ricucitura. Anche il consigliere dei Riformisti e Democratici Marco Ponticiello, ha espresso «rammarico per la mancata rappresentanza in giunta della nostra lista. In ogni caso, auguro un buon lavoro all’esecutivo».

15/07/2017
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