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LA DECISIONE
Mercato ittico di Mugnano, odissea senza fine: nuovo cambio di gestione, ma solo per 25 giorni
di Antonio Sabbatino

MUGNANO. Nuovo, temporaneo cambio di guardia nella gestione del mercato ittico. Da domani la ditta Pappagallo Francesco srl, torna in sella per 25 giorni dopo aver gestito di recente la struttura di via Pietro Nenni per 50 giorni. La società a responsabilità limitata con sede nel Mercato Ittico Banchina San Domenico di Molfetta, si è alternata in questo periodo con la Mercato Ittico di Mugnano Scarl, quest’ultima da 4 anni in sella tranne che per brevi periodi. La decisione, ratificata dal dirigente degli Affari Generali del Comune Nicola Amato, arriva in un periodo nuovamente d’incertezza per il futuro del mercato del pesce. Al momento è in corso una nuova gara per l’affidamento di 6 mesi del mercato, preludio alla gara pluridecennale nella quale sarà contemplato anche l’attiguo polo fieristico, terminato di costruire nel 2009 ma mai utilizzato. Questa mattina i responsabili della Mercato Ittico Scarl hanno incontrato l'assessore alle attività produttive Vincenzo Massarelli e proprio il dirigente Amato per chiedere delucidazioni sul futuro della struttura sciorinando anche i risultati ottenuti in quasi un lustro di gestione.

Qualche settimana fa le stesse ditte Mercato Ittico di Mugnano Scarl e Pappagallo Francesco srl, che in questo caso era raggruppata in Ati con la Barbato Service srl, hanno perso il ricorso al Tar Campania al quale si erano appellate per l’esclusione dalla gara d’affidamento semestrale, giudicata poi infruttuosa. La Mercato Ittico di Mugnano Scarl ha perso il ricorso perché il Tribunale Amministrativo Regionale in quanto «il legale rapp.te della Mercato Ittico di Mugnano Scarl, non dichiarando che nei confronti dell’Impresa rappresentata, era stato emesso provvedimento di decadenza e quindi di risoluzione anticipata del contratto, ha fornito informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione ai fini di un corretto svolgimento della procedura di selezione». Per la Rti Pappagallo Francesco srl e Barbato Service srl, è stata ravvisata la «violazione di quanto previsto dal disciplinare di gara lett. a) del punto 14,4». Sia la Pappagallo Francesco srl che la Barbato Service srl, (in Ati) si legge sempre nella motivazione del Tar, «non possedevano, al momento della partecipazione alla gara, l’iscrizione alla CCIA (Camera di Commercio Industria e Artigianato ndr.) per attività riconducibili all’oggetto della concessione in materia di gestione e funzionamento di mercati pubblici all’ingrosso o di mercati agroalimentari all’ingrosso».



21/08/2017
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