DOMENICA , 19 novembre 2017
Flash News 24
Flash
L'INTERVISTA ESCLUSIVA A LUIGI CUOMO
«L'omicidio di Enis ha frenato la lotta al racket a Giugliano, questo è il momento giusto per denunciare»
di Antonio Mangione

GIUGLIANO. "Questo è un periodo storico importantissimo per la lotta al racket, si può sconfiggere il fenomeno ma c'è bisogno dell'aiuto di tutti". Luigi Cuomo, presidente dell'associazione Sos Impresa, indica la strada da seguire per debellare il fenomeno delle estorsioni che nella terza città della Campania ha avuto nell'ultimo anno una preoccupante impennata con la nascita di un nuovo gruppo criminale staccatosi dallo storico clan Mallardo. La brillante operazione dei carabinieri di Giugliano, guidati dal capitano Antonio De Lise, che ha portato all'arresto di Nello Di Biase ed altri due fedelissimi del gruppo delle Palazzine (confermato dal Riesame, ndr) ha frenato la recrudescenza criminale che però - secondo Cuomo - potrebbe presentarsi con maggiore violenza nel periodo natalizio.
Ad oggi, però, le vittime del racket che hanno deciso di denunciare sono pochissime. L'arresto del terzetto del gruppo Scissionista del clan Mallardo è partito proprio dal coraggio di un commerciante che si è ribellato al pizzo decidendo di raccontare le vessazioni subite dal clan. Troppo poco per una città di 130mila dove imprenditori e commercianti pagano da anni regolarmente il pizzo a Pasqua, Natale e Ferragosto. Dalla vecchia alla nuova guardia non è cambiato niente. Sono aumentati, tra silenzio ed omertà, solo soprusi e vessazioni.
Qualcosa stava cambiando, grazie al lavoro certosino e sottotraccia dell'associazione Sos Impresa guidata da Luigi Cuomo, ma la scia di sangue ha frenato il cammino verso la legalità. "Prima dell'estate eravamo riusciti a metterci in contatto con tante vittime del racket, li avevamo convinti a presentare una maxi denuncia, poi c'è stato l'omicidio di Enis e tutto si è arenato" - dichiara con amarezza Cuomo. "Sicuramente quel fatto di sangue ha frenato il percorso che da propensione della denuncia stava portando alla determinazione. C'è la predisposizione a denunciare ma bisogna trasformarla in concretezza altrimenti non serve a nulla. Ora ci troviamo in mezzo a queste due fasi. Stiamo tessendo di nuovo la tela dei contatti per riprendere quel discorso spezzato ma dobbiamo fare attenzione alle mele marce". La preoccupazione del presidente di Sos Impresa, infatti, è la presenza all'interno delle categorie di commercianti e imprenditori giuglianesi di personaggi che remano contro la voglia di ribellione. "La difficoltà più grande è proprio quella di distinguere le persone con cui si può parlare liberamente e discutere del tema racket e quelle con cui, invece, non si può prendere nemmeno un caffè perchè legate a vecchie logiche. C'è stato qualcuno che ha preferito rivolgersi alla 'giustizia parallela' scatenando la scia di sangue invece di continuare il percorso intrapreso. C'erano operatori economici, anche importanti, che erano pronti a mettere tutto nero su bianco ma dopo l'omicidio del ragazzino c'è stato un black out e lo scenario è cambiato. Il clan, con quel delitto, ha voluto lanciare proprio questo messaggio "ci pensiamo noi a mettere le cose a posto", ma non è così che funziona la vera giustizia".
La speranza, però, non è morta. "Grazie al lavoro dei carabinieri il giro delle estorsioni di Ferragosto è in parte saltato, ma sia la vecchia guardia che la nuova sono pronte a ritornare in azione in vista di Natale. Ci aspetta un periodo topico, c'è bisogno che tutti facciano la propria parte. Questo è il momento giusto per dire basta e ribellarsi ma la mia paura è che, invece, ci siano altri spargimenti di sangue visto la logica di scontro e guerra che si è creata a Giugliano. Per questo motivo stiamo tessendo di nuovo la tela tra gli operatori economici, facendo più attenzione alle persone da contattare. Siamo anche in continuo contatto con l'Amministrazione comunale per predisporre progetti a tutela delle vittime del racket. Non servono né passerelle né spot pubblicitari, ma bisogna lavorare sotto traccia". Proprio la mancanza di protezione è una delle giustificazioni avanzate spesso dagli imprenditori contro lo Stato, ma Cuomo non ci sta e risponde con fermezza a questa tesi: "Se gli imprenditori credono che denunciando il racket abbiano diritto ad un vitalizio economico per la loro attività sbagliano di grosso. Lo Stato può e deve metterli in condizione di lavorare in tranquillità, dando sostegno, sicurezza e protezione ma non può sostituirsi all'imprenditoria privata con forme di assistenzialismo ad attività che sono già in difficoltà".



12/09/2017
Inserisci un commento utilizzando l'account di InterNapoli.it
Nome Utente
Password
 
 
Più Letti

Dal 2000 è il primo quotidiano on-line dell'area nord di Napoli, fondato da Aniello Di Nardo
a cura di:

Edizione N.323 Anno 14
DOMENICA , 19 novembre 2017
Registrazione al Tribunale di Napoli Nr.98 del 26/10/2004
Direttore responsabile: Sergio Pacilio
Contatti:
Via San Francesco a Patria, 47 (1° Piano)
80014 - Giugliano in Campania (NA)
Tel./Fax. (clicca qui)
E-mail: redazione@internapoli.it
Facebook
Twitter
iOS App
Android App
Google Plus
Flipboard
YouTube