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IL CASO
Giugliano. Rimosso il cartello razzista contro i cinesi, i cittadini: «Andrebbe denunciato chi l'ha fatto»
di Antonio Sabbatino

GIUGLIANO. Rifuggono l’accusa di razzismo molti degli abitanti del parco Fiorito, sorpresi dalla comparsa del volantino, con annessa petizione, affisso da alcuni condomini che s’oppongono all’arrivo di un gruppo di cinesi ai quali un proprietario ha affittato una casa nel complesso residenziale di viale Filippo Turati. Afferma una ragazza residente nel parco Fiorito: «Ci dovrebbe essere una denuncia per chi ha scritto questo volantino, perché c’è l’istigazione al razzismo. Posso capire che si faccia una petizione contro i camorristi che abitano in un posto, ma perché farlo contro i cinesi, che sono dei lavoratori?» L’impressione, purtroppo, è che si tratti principalmente di una mera bega condominiale, come ce ne sono milioni in tutt’Italia e la questione dell’arrivo di un gruppo di cinesi, dovrebbe essere una famiglia composta da 5 persone, appare piuttosto marginale. Ma, il timore di chi ha promosso la petizione, è che poi gli stessi inquilini cinesi possano subaffittare l’appartamento alla scala C dove è previsto che arrivino aumentando così il numero degli asiatici al parco. Ma, per il momento, si parla solo di ipotesi.

«Noi - afferma un'altra residente - siamo ospitali e i cinesi qui sono i benvenuti. Non vogliamo passare per intolleranti per un volantino affisso chissà da chi». Volantino che, dopo il clamore mediatico di questa mattina, è stato rimosso. Non ce n'è più traccia. Un anziano giuglianese: «Noi abbiamo sempre accolto tutti qui in Italia, da sempre e non avremmo problemi ad interagire con i cinesi». Chi ha promosso la petizione o è contrario all’arrivo dei cinesi non si vede e non si espone. Preferisce rimanere in anonimato. Anche dal Movimento Disoccupati di Giugliano arriva la ferma condanna al volantino razzista. Arianna, una delle portavoci, ragiona: «Va ribadito con forza che la città di Giugliano non è razzista ed un volantino affisso in un parco non può far cambiare questa percezione. Queste cose, però, rievocano passati oscuri in un periodo particolare della nostra storia. Un giorno si sarebbero vergognati di aver scritto una cosa del genere, ora invece si vergognano di venire allo scoperto e chi c’è dietro si sente legittimato ad intraprendere iniziative del genere per i nuovi venti di fascismo presenti in Italia. C’è una grande differenza, in questo caso, di livello culturale». E le persone di nazionalità cinese che dovrebbero venire ad abitare? Ignorano questa situazione e chi incontriamo all’interno del Parco Fiorito, ci dice: «Il volantino noi non l’abbiamo letto. Noi qui lavoriamo, abbiamo un negozio poco distante».



15/09/2017
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