DOMENICA , 22 ottobre 2017
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LA VERITA' DOPO 23 ANNI
Melito. Rosario fu una vittima innocente della camorra : «Ucciso per una stretta di mano»
di Matteo Giuliani

MELITO. E' stato avvolto nel mistero per oltre 20 anni l'omicidio di Rosario Mauriello, il 22enne raggiunto da diversi colpi d'arma da fuoco, esplosi da un commando dei Di Lauro, nella centralissima traversa Marrone, a Melito. Considerato un bravo ragazzo, estraneo agli ambienti della criminalità organizzata, la morte di Mauriello è stata inizialmente addebitata ad un regolamento di conti dei clan locali: "Omicidio di Camorra a Melito " titolarono i giornali, attribuendo al giovane appartenenze a lui estranee; un'estraneità ribadita più volte dalla famiglia e dalle persone a lui vicine che, però, non ha convinto tutti.


In molti hanno preferito credere che quell'agguato in pieno centro, nell'allora "movida" melitese, non fosse un errore, nonostante tutti continuassero a testimoniare la vita tranquilla del giovane melitese. Era l'11 gennaio del 1994 quando, a poca distanza dalle scale della frequentatissima strada melitese, i killer entrarono in azione su una segnalazione sbagliata dello specchiettista di turno.
A chiarire definitivamente la vicenda ci ha pensato Maurizio Prestieri, collaboratore di giustizia e braccio destro di Paolo Di Lauro. Nell'intervista rilasciata a Roberto Saviano, e trasmessa sul Nove, il 'pentito' ha raccontato come si svolse quell'agguato, confermando che Mauriello, quel giorno, fu vittima di un errore del complice. Mauriello morì per una stretta di mano alla persona sbagliata.
“Il ragazzo fu ammazzato per errore perché dovevamo uccidere un altro giovane che dava fastidio ai cantieri delle famiglie a Marano. Noi killer non conoscevamo la vittima e ce la doveva indicare il nipote di un imprenditore della zona. Il segnale per far partire l’omicidio era la stretta di mano, ma il ragazzo diede la mano alla persona sbagliata così uccidemmo un innocente. Mentre la vittima era a terra ancora in vita il ragazzo gridava ‘No, no’ però a quel punto i killer lo finirono lo stesso. La cosa che mi ha colpito di questa storia più di tutto è che la mamma di questo ragazzo andò in tutte le trasmissioni per dire che il figlio non era camorrista ma nessuno la credeva”.

05/10/2017
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