DOMENICA , 22 ottobre 2017
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CAMORRA
Colpo al clan degli Scissionisti, il genero di Cesarino condannato a 18 anni di carcere: gestiva il supermarket della droga
di REDAZIONE

MELITO. Solo due anni di 'sconto' per il boss Mariano Riccio. Il genero di Cesare Pagano è stato condannato a 18 anni di reclusione con rito abbreviato per traffico di droga. La richiesta del pm della DDA di Napoli Landolfi per il leader degli scissionisti di Marano era di 20 anni.
In 33 erano accusato di avere avuto un ruolo nel traffico di stupefacenti, così come scaturito dall’attività di indagine dei carabinieri di Marcianise sviluppatasi tra il 2012 ed il 2014 e che aveva colpito esponenti a vari titolo del clan degli scissionisti, egemone a Melito, Mugnano ed all'epoca dei fatti molto attivo anche a Marano.


Il gruppo gestiva per conto degli Scissionisti gestiva le piazze di spaccio della zona a Nord di Napoli e controllava le piazze di spaccio insediate a Melito nei rioni 219 e Parco Monaco. I militari individuarono il gruppo melitese perché riforniva anche un’altra organizzazione di Caivano. Gli inquirenti hanno accertato che Mario Iadonisi era il custode di ingenti quantità di droga che venivano smistate da Carmelo Borrello. Mariano Riccio, insieme ai maranesi Armando Di Somma, Castrese Ruggiero (difeso dall'avvocato Nunzio Mallardo) e Antonio Ruggiero rappresentavano il direttivo dell’organizzazione dedita al traffico di crack.
Ecco di seguito riportata la decisione dei giudici per le 33 persone coinvolte nel processo che ha visto protagonista il collegio difensivo, composto, tra gli altri, dagli avvocati Carlo Carandente Giarrusso e Nunzio Mallardo.
Aiello anni 10 e un mese
Aletto anni 20
Aricò anni 20
Ascione anni 8 e 8 mesi
Borrello anni 12
Busiello anni 18
Caputo anni 7 anni e 4 mesi
Crisonti Vittorio anni 12
Esposito V anni 6 e 4 mesi
Iadonisi Mario anni 20
Milone G anni 9 anni
Perone Natale anni 12
Riccio Mario anni 18
Ruggiero Castrese anni 18
Stabile Salvatore anni 18
Assolti invece Alfonso Riccio (fratello di Mariano), Ciro Cerqua, Giuseppe De Martino, Diego Ferrara, Raffaele Frascogna, Giuseppe Colucci, Raffaele Mauriello, Armando De Simone, Antonio Parolisi, Giuseppe Pezzella, Giuseppe Sica, Giuseppe Siviero, Raffaele Tessitore, Luigi e Raffaele Tufino e Saverio Panico, difese dagli avvocati Anna Iorio e Antonietta Madore.

10/10/2017
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