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SE NE DISCUTE A ROMA
Chiusura Giudice di Pace di Marano, il deputato grillino Micillo presenta interrogazione alla Camera
di REDAZIONE

MARANO. La possibile notizia dell'ufficio del Giudice di Pace di Marano sbarca a Montecitorio. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo ha infatti presentato un'interrogazione alla Camera. E' notizia recente che il presidente del tribunale di Napoli nord – Elisabetta Garzo – ha inviato una nota al Ministero della giustizia con la quale chiede chiusura dell’ufficio del giudice di pace di Marano di Napoli, per evitare – queste sarebbero le parole utilizzare dal presidente – «che lo stesso diventi simbolo di denegata giustizia con pregiudizio per l’intera utenza e la cittadinanza del territorio interessato» - si legge nell'interrogazione grillina - a fronte di questa richiesta vi sarebbero i notevoli disservizi riscontrati. Nel periodo intercorso dalla prima richiesta di chiusura, risalente al 20 ottobre del 2016, le uniche novità, al netto degli impegni promessi dal comune di Giugliano e dalla regione, attengono


al pensionamento dell’unico cancelliere destinato al settore penale e alla sostituzione dell’unico assistente presente con altra unità del tutto priva di esperienza nella gestione dei servizi amministrativi, essendo impiegato nel comune di Qualiano con funzioni di custode del cimitero Tra i vari problemi si riscontrano anche blocchi continui dei registri informatizzati e mancanza del minimo approvvigionamento del materiale di cancelleria".
Il parlamentare ha poi precisato che "due anni fa i comuni di Marano, Mugnano, Villaricca, Melito, Qualiano e Calvizzano hanno sottoscritto una convenzione per salvare il presidio di giustizia. La mancata attuazione di tale atto denota un’assenza di volontà politica concreta degli enti territoriali di mantenere in piedi la struttura".
Secondo Micillo la chiusura dell’ufficio di Marano avrebbe, con effetto domino, il collasso dell’ufficio del giudice di pace di Aversa-Napoli nord, struttura già con notevoli problematiche. "La mole dei procedimenti trattati dall’ufficio giudiziario è impressionante, soprattutto se paragonata ai dati di altri uffici giudiziari limitrofi. In tale ufficio giudiziario, nell’anno 2014, nel solo settore civile, i giudici hanno fatto fronte ad una mole di 13.872 nuovi procedimenti e 9.117 procedimenti sopraggiunti. Nel 2015 i procedimenti sono stati rispettivamente 14.494 e 9.804. Nei primi sei mesi del 2016 i procedimenti sono stati invece 15.049 e 9.176 - ha proseguito - il deputato giuglianese - Risulta evidente che un siffatto ufficio, considerato il carico di lavoro, debba essere mantenuto e messo in condizione di lavorare decentemente e che la riforma della geografia giudiziaria non abbia tenuto nella debita considerazione una realtà così importante".

28/11/2017
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