GIOVEDÌ , 18 gennaio 2018
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CRONACA
Marano-Pozzuoli. Abusa della cugina ubriaca, incastrato dagli sms su WhatsApp dopo la violenza
di Alessio Esposito

MARANO. Doveva essere una delle serate più belle dei suoi ventidue anni e, invece, quella notte tra il 25 e il 26 dicembre, è stata sicuramente la più brutta. È la terribile storia di una 22enne di Marano che, come suoi tanti coetanei, aveva deciso di passare il Natale in un locale di Pozzuoli. Insieme a lei c'erano quattro persone tra cui anche il cugino 25enne quale l'avrebbe poi violentata, finendo successivamente in manette. Proprio quella persona con cui la vittima era cresciuta insieme. Insieme in auto, a quel punto il ragazzo avrebbe prima svestito la 22enne e poi abusato delle stessa: tutto ciò in qualche strada isolata di Marano o dei paesi limitrofi.


Una volta rientrata a casa, quando ancora non erano superati gli effetti post-sbornia, la giovane si accorge che qualcosa non quadra. E a quel punto, anche se con fatica, inizia a ricordare qualche immagini. Prima una, poi un'altra... ma niente di concreto. Poi chiede spiegazioni ad una delle amiche presenti in disco, ma quest'ultima risponde di non aver notato nessun particolare. Quel tremendo senso di colpa però non scompare, la 22enne non si dà pace. Contatta proprio il cugino e, il 25enne, nonostante neghi di aver abusato della stessa lascia intuire comunque che un avvicinamento c'era stato. Il cugino inizia a parlare con tono minaccioso e, dopo aver trovato gli indumenti intimi nella borsa, la vittima decide di parlarne con la madre.

Entrambe, dopo aver consultato con una psicologa decidono di recarsi -insieme a quest'ultima- dai carabinieri della locale Compagnia. La ragazza racconta quanto accaduto e, successivamente, si decide di sporgere denuncia. I militari dell'Arma avviano le indagini e immediatamente ascoltano le testimonianze di chi quella notte era con i due autori della vicenda. Poi, l'altro particolare choc: su uno dei sediolini dell'auto del malfattore si è evidenziata la presenza di materiale organico derivante -secondo quanto confermato dagli investigatori- da un recente rapporto sessuale.
Una prova che ha permesso, nella mattina del 31 dicembre, di arrestare il presunto violentatore, che successivamente viene trasferito nel carcere di Poggioreale. Le accuse nei suoi confronti sono violenza sessuale aggravata, lesioni e minacce. L'arresto di Giovanni -riporta Il Mattino- è stato convalidato nella mattinata di ieri dal gip della Procura Napoli Nord.

04/01/2018
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