MARTEDÌ , 16 gennaio 2018
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POLITICA
Terremoto politico al Comune di S. Antimo, la maggioranza perde pezzi: Treviglio e Pedata in minoranza
di Antonio Sabbatino

SANT'ANTIMO. La maggioranza di Aurelio Russo perde pezzi. Quest’oggi infatti, i due consiglieri della lista Cittadini per Sant’Antimo Innocenzo Treviglio e Ferdinando Pedata hanno comunicato ufficialmente la loro decisione di abbandonare la coalizione di centrosinistra nella quale erano stati eletti per passare all’opposizione. L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso di un rapporto quasi mai idilliaco tra la civica e il primo cittadino Russo, l’annunciato ritiro delle deleghe alle Pari Opportunità, Politiche Sociali, Fasce Deboli e Immigrazione all’oramai ex assessore Francesco Esempio. Già nell’ultimo consiglio comunale sulle variazioni del bilancio del 2 gennaio scorso, in ogni caso, Pedata e Treviglio avevano marcato le distanze dalla giunta comunale mostrando perplessità sulle manovre di riassetto dei conti dell’Ente. Non solo: nelle settimane antecedenti la civica aveva criticato apertamente la presenza del figlio del sindaco, Domenico Antonio Antimo Russo, al Comune, sebbene quest’ultimo non abbia ruoli ufficiali nello staff del primo cittadino. Ed è proprio la figura del figlio di Aurelio Russo che ritorna ciclicamente nel documento/accusa di Pedata e Treviglio.


«Avevamo creduto nel cambiamento – le loro parole - Non un cambiamento di bandiera, ma di uomini e di metodi per amministrare. Ci siamo ritrovati consegnati nelle mani di quegli uomini che hanno praticamente amministrato gli ultimi 10 anni i settori nevralgici, procurando danni irreparabili al nostro territorio. Ci siamo ritrovati metodi di amministrazione che privilegiano il nepotismo ed il dispotismo. Abbiamo affrontato una campagna elettorale difendendo il Sindaco accusato di aver ingoiato un giovane figlio lanciato ormai da anni in politica, per poi ritrovarci un Sindaco eletto ed un figlio delegato presente quotidianamente negli uffici comunali a dettare il verbo del padre». Secondo Treviglio e Pedata, sono tanti «i danni accumulati in questi 6 mesi» e «siamo seriamente preoccupati di cosa possa mai rimanere di questo Comune in mano a questi amministratori. Zero programmazione, zero investimenti, zero risultati. Solo sete di potere e mala gestio! Non ci limitiamo ai fatti di Via Giannangeli, dove è lampante la summa di tutte le deficienze del Sindaco, di suo figlio, e del suo operato.
Ma dei grandi temi del programma cosa è stato? Troppo distratto dal figlio ed i suoi adepti nella “gestione” del Servizio Civile? Troppo pressato dal figlio nella contesa del suo staff? Troppo indottrinato dal figlio a seminare odio nella macchina comunale riducendola praticamente in pezzi, per ottenerne cosa? La nomina di un Segretario Generale a capo del servizio Sport e Cultura per poter affidare in deroga al regolamento le palestre all’associazione del figlio? La gestione di un budget da 100 mila euro (mai spesi nella storia di questa città) per le festività natalizie per accontentare i gusti sopraffini di qualche consigliere? Con quali risultati? Scarsa partecipazione, commercianti abbandonati nel deserto di in un’isola pedonale mal fatta e non comunicata».

Ed ancora: «Mai sentito parlare di bilancio di previsione, mai affrontato un documento di programmazione. Un attimo, infatti, è stato il tempo della navetta Abbiamo propagandato un bilancio del cittadino partecipato, dove la programmazione dell’ente avrebbe dovuto raccogliere le istanze provenienti dal basso. Dobbiamo forse pensare che il Piano Triennale delle opere pubbliche approvato qualche giorno fa in Giunta sia stato discusso con i cittadini, magari solo quelli di Via Cupa Sant’Anna? Che le istanze provenienti dal basso siano quelle del Sindaco, di suo figlio, e del suo accolito Presidente del Consiglio. Sono forse loro che conoscono bene gli interessi di quella via. Presidente del Consiglio che negli ultimi 10 anni ha gestito a suo completo piacimento il settore rifiuti e a cui siamo “tanto grati” per il salasso che i cittadini sono costretti a pagare con le bollette Tari. E dinanzi a questo curriculum del Presidente del Consiglio che il Sindaco Russo, e suo figlio, hanno ben pensato di delegargli nuovamente il settore rifiuti».

09/01/2018
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