MARANO: DOPO LA STRADA PER ARAFAT ARRIVA IL PIAZZALE INTITOLATO A RABIN

La strada già dedicata ad Arafat

Seconda strada intitolata ad un premio Nobel per la pace: dopo Arafat anche Rabin. Se ne discuterà oggi in Consiglio comunale e, a meno di clamorose sorprese, il provvedimento proposto dall’amministrazione dovrebbe essere votato all’unanimità. La decisione di intitolare una strada, o meglio un piazzale a Ytzhak Rabin arriva a conclusione di un lungo iter. Dopo l’atto deliberativo di due anni fa, che autorizzava l’intitolazione di una strada a Yasser Arafat, ad aprile scorso era giunta al Comune una nota della prefettura di Napoli, nella quale la Società Napoletana di Storia Patria, su richiesta dei vertici della prefettura, precisava che “l’intitolazione isolata di una strada ad una personalità di rilievo come Arafat potrebbe generare equivoci, ad evitare i quali sarebbe opportuno che venisse insieme intitolata una strada a Ytzhak Rabin che con Arafat condivise il premio Nobel per la pace del 1994”. Una sottolineatura che non ha valore vincolante, ma che è volta a suggerire agli amministratori comunali la strada da seguire per superare lo scoglio della legittimità dell’intitolazione al defunto leader palestinese (non sono ancora trascorsi i dieci dalla morte previsti dalla legge) e che tiene conto dell’importanza dello statista israeliano, protagonista anch’egli degli accordi di Oslo del 1993. Un suggerimento, insomma, che il Comune ha immediatamente recepito e che oggi tenterà di far passare in Consiglio comunale. Con l’imminente intitolazione di un piazzale a Rabin, inoltre, dovrebbe andare in archivio la lunga e tormentata querelle politica sorta nel 2005 dopo la scelta della vecchia amministrazione comunale di dedicare una via a Yasser Arafat. Un’intitolazione che aveva generato numerose polemiche tra le forze politiche cittadine e nazionali. Nelle intenzioni del commissario prefettizio arrivato a Marano nel 2004, l’attuale via Arafat, a pochi passi dallo stadio comunale, sarebbe dovuta essere dedicata ai martiri di Nassyria. Una proposta che, a causa dell’accezione “martiri”, venne contestata e accantonata dall’ex sindaco Mauro Bertini, nel frattempo ritornato al governo, il quale scelse, invece, di intitolarla allo storico leader palestinese. Una decisione che scatenò oltre alla bagarre politica, la reazione dei familiari delle vittime dell’attentato verificatosi nel novembre del 2003 e quelle della comunità ebraica. Ma ora, dopo tante polemiche, e dopo l’istituzione di una via Caduti di Nassyria nei pressi del cimitero comunale, la vicenda si appresta a chiudersi definitivamente con l’intitolazione a Rabin di un piazzale che, ironia della sorte, si trova a pochi metri di distanza dalla strada dedicata ad Arafat.