MARANO, CATUOGNO (AN): «SIAMO GLI UNICI A POTER GUIDARE QUESTA CITTA’»

Domenico Catuogno

Il rinnovo dei vertici cittadini del partito, i rapporti con le altre forze del centrodestra e il giudizio sui primi diciassette mesi di amministrazione Perrotta. Parla Domenico Catuogno, coordinatore cittadino di Alleanza nazionale.


Da qualche mese An ha rinnovato i propri vertici cittadini con l’elezione di Vincenzo Micillo a segretario della sezione. Pochi giorni fa, inoltre, lei è stato nominato coordinatore del partito nei comuni di Marano, Pozzuoli, Baia, Calvizzano, Mugnano e Monte di Procida. Alleanza nazionale, insomma, prova a scuotersi nel tentativo di gettare le basi per la costruzione di una valida alternativa allo strapotere del Pd e delle altre forze di centrosinistra. Quali saranno i programmi e le strategie che metterete in campo?

«Innanzitutto tengo a precisare che l’elezione di Micillo e la mia nomina non sono state fatte per contrastare nessuno, ma esclusivamente per dare il nostro piccolissimo apporto alla struttura del partito. Per ciò che concerne lo strapotere del neonato Pd, posso dire che sono contento per loro se hanno tale forza, ma questo non intimidisce certo An. A noi interessa fare politica nel esclusivo interesse dei cittadini, non vogliamo attaccare nessuno, ma solo ed esclusivamente risolvere i problemi che da sempre bloccano lo sviluppo e il progresso della nostra comunità. Sicuramente molti esponenti del Pd condividono il nostro medesimo scopo, ma ancora più sicuramente, i loro sforzi sono bloccati e resi nulli da un apparato troppo legato al potere, alla poltrona e ad interessi personali. Per fortuna in An, pur avendo tanti problemi, non abbiamo questi legacci, non siamo legati, per dirla con Tolkien, a nessun “oscuro anello del potere”».


All’interno del centrodestra cittadino, così come si assiste in ambito nazionale, si registra una mancanza di compattezza tra le varie forze politiche. È evidente che non esiste una linea politica comune e che si procede soltanto grazie al lavoro svolto dai singoli. A Marano, tra l’altro, sono quattordici anni che le coalizioni e i partiti dell’area moderata (solo Forza Italia ha ottenuto lusinghieri risultati) raccolgono le briciole. Come pensate di invertire questo trend?

«E’ fin troppo chiaro che il centrodestra maranese abbia attraversato momenti difficili, talvolta determinati da scelte sbagliate, ma penso che la tendenza vada pian piano modificandosi. Dopo oltre un decennio di amministrazione di centrosinistra e, volendo rimanere al presente, con l’avvento degli scissionisti della nomenclatura bertiniana, la cittadinanza si sta rendendo conto, che nonostante le timidezze della nostra parte politica, siamo gli unici a poter essere degnamente candidati alla guida della città. Non dimentichiamo, però, una cosa importante: il centrosinistra è sicuramente più disunito e litigioso dello schieramento antagonista. Il loro unico vantaggio è che hanno degli interessi da dover tutelare a tutti i costi e dopo aver litigato furiosamente suona la campanella e tutti devono rientrare nei ranghi. Io, personalmente, non vorrei essere al loro posto».


Cosa, al di là dell’inevitabile propaganda, non le è veramente piaciuto di questi primi diciassette mesi di amministrazione Perrotta? Su quali punti il governo cittadino è stato carente e che idea si è fatto dei movimenti che si stanno registrando in Consiglio?

Intendiamoci, Perrotta come uomo è una persona perbene e simpatica, la sua amministrazione ha, all’interno personaggi seri e capaci, basti pensare a Romani, a Granata e a Gentile per rendersi conto. Parlerei bene anche di Nuvoletti, ma da un punto di vista politico gli ho visto fare pressoché nulla, se non la mera presenza non continuativa. Parimenti, però, penso che dei distinguo vadano fatti. Non tutti, evidentemente, sono all’altezza del ruolo che ricoprono e non tutti, a mio avviso, sono mossi dalle stesse motivazioni. Dico, però, che di questa amministrazione mi sono piaciute molto le inaugurazioni in pompa magna, le feste, i festival e, per concentrarmi sulla materialità, il proliferare dei paletti, palettini e dissuasori di sosta vari, anche se non ho ancora capito a chi hanno portato giovamento. Mi è piaciuta pure la loro politica fiscale. Sono felicissimo, se continuano così alle prossime elezioni ci risparmieranno di fare campagna elettorale. Per ciò che concerne la costituzione del Pd come gruppo consiliare, penso che sia un mero tecnicismo, ma che in sostanza non modificherà le divergenze, gli attriti interni e gli appetiti politici. Volendo parlare di Liberi per Marano, dico che mi fa piacere vedere che anche il Pd ha bisogno di frange forziste per accrescere il suo potere, ma dico loro di fare attenzione: tutto ritorna, prima o poi, a dove è stato creato. Guardo con simpatia alla costituzione di Sinistra Democratica, spero si riveleranno la coscienza morale e politica di una maggioranza che, da questo punto di vista, ha smarrito la rotta.