Abusi edilizi a Giugliano condannati i vigili urbani

ABUSI edilizi e corruzione, colpo di scena al processo contro vigili urbani, tecnici comunali e imprenditori di Giugliano: le condanne, diciotto su un totale di diciannove imputati, sono state in alcuni casi superiori alle richieste dell´accusa. Ieri la sentenza davanti al giudice Anita Polito, che ha condannato tra gli altri cinque ufficiali.
Unico assolto un privato cittadino che era stato accusato di aver pagato una tangente per nascondere un abuso edilizio. La vicenda riguarda ufficiali e sottufficiali della polizia municipale, dirigenti e impiegati dell´Ufficio tecnico, che avevano creato una capillare rete di corruzione per ottenere guadagni illeciti dagli abusi edilizi. In pratica le divise raccoglievano tangenti per non denunciare e sequestrare costruzioni fuorilegge. E raccoglievano il denaro che poi si dividevano in una sorta di salvadanaio, una piccola banca del crimine che avevano chiamato “il calderone”. Centinaia di casi sono stati ricostruiti tra Giugliano, Lago Patria e Varcaturo, con il blitz e gli arresti della polizia lo scorso maggio alla fine delle indagini dei pm dell´Antimafia Antonio D´Alessio, Federico Cafiero De Raho e Paolo Itri. Ottocento capi d´imputazione, tra le accuse l´associazione per delinquere, il falso, il favoreggiamento, la corruzione.
Durante la requisitoria l´accusa aveva chiesto pesanti condanne soprattutto per i vigili urbani corrotti. Ieri sono stati condannati i capitani della polizia municipale: Antonio Basile e Giuseppe Taglialatela a dodici anni (contro gli undici chiesti); a sei anni il capitano Gaetano Corso; a nove il capitano Emilio Del Franco. Condannati i vigili: Raffaele Parisi (dieci anni), Luigi Pianese (quattro anni e otto mesi); Raffaele Sodano (nove anni); Alfonso Valletta (dieci anni). Per tutti l´interdizione dai pubblici uffici. Condannati inoltre i dipendenti dell´Ufficio tecnico Antonio D´Alterio, Antonio Carleo e Gaetano Gargiulo (quattro anni) e gli imprenditori Bernardo Falco (cinque anni), Raffaele Granata e Alfredo De Vito (cinque anni e quattro mesi); Sabatino Granata, Armando Migliaccio e Aldo Nobis (quattro anni).


i.d.a. da la Repubblica Napoli, 23-12-2008 v