31.8 C
Napoli
giovedì, Luglio 25, 2024
PUBBLICITÀ

Uccisa a calci e pugni: arrestato il marito

PUBBLICITÀ

Uccide la moglie e simula una rapina, fermato dai carabinieri. Aveva detto di averla trovata morta sul pavimento di casa, e l’aveva portata in ospedale, invece la sera prima l’aveva riempita di botte e uccisa.
E’ morta così Enza Cappuccio, 33enne di Marano mamma di sei bambini. I militari ritengono che l’omicidio sia maturato in un ambiente di profondo degrado sociale. L’abitazione nella quale vivevano i due è un bilocale nel quale, secondo informazioni assunte dai carabinieri, vivevano anche una nipote e un’altra parente disabile. L’omicidio e’ stato compiuto sabato sera, il trasporto in ospedale domenica. Per i militari non è escluso che l’uomo abbia dormito la notte con accanto il cadavere della moglie. I carabinieri della compagnia di Giugliano, con i colleghi della locale tenenza e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, hanno sottoposto a fermo per omicidio Salvatore Giuliano, 33 anni, residente in via San Tommaso, già noto alle forze dell’ordine. Ieri sera, alle ore 19 circa, l’uomo con l’aiuto della sorella e di un amico ha trasportato il cadavere della moglie con la sua auto all’ospedale Cardarelli di Napoli, riferendo vagamente ai sanitari di averla trovata, poco prima, morta nella sua abitazione dopo un tentativo di rapina. I militari dell’arma hanno subito avviato le indagini senza trovare riscontro nel racconto della rapina subita, ma hanno accertato che l’uomo, la sera del 14 gennaio, è tornato a casa ubriaco e al culmine di una lite, per futili motivi, ha picchiato a calci e pugni la moglie Enza Cappuccio, 33enne del luogo, fino ad ucciderla e il giorno dopo con l’aiuto di 2 complici ha tentato di simulare una rapina in casa portando poi il cadavere della moglie in ospedale.
La vittima 33enne era madre di sei figli, ed è arrivata in ospedale con i segni di uno strangolamento sul collo, fratture su diverse parti del corpo, sul volto emaciato i tratti di un lungo periodo di malnutrizione. I medici appena vista la donna non hanno creduto alla versione del marito, troppi sospetti per i segni sul collo di Enza Cappuccio, 33 anni, ormai priva di vita su una barella dell’ospedale. I complici sono stati denunciati in stato di liberta per favoreggiamento personale, mentre il fermato è stato associato nel carcere di Poggioreale.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

PUBBLICITÀ

Ultime Notizie

Assolto l’ex sindaco di Melito, fine dell’incubo per Mottola. “Non ha mai perso la fiducia nella giusta giustizia”

Il fatto non sussiste. Assolto con formula piena Luciano Mottola, ex sindaco di Melito, coinvolto nell’inchiesta sui rapporti tra...

Nella stessa categoria

PUBBLICITÀ