Marano. Truffavano ignari cittadini: tre persone in manette

I tre arrestati dai carabinieri: Rocco Zullino

I carabinieri del nucleo Investigativo di Napoli hanno arrestato 3 persone, una delle quali contigua al clan camorristico dei “Polverino”, operante nell’hinterland a Nord del capoluogo campano, in altre Regioni d’Italia e all’estero, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle truffe, falsità in scrittura privata e abusivo svolgimento di servizi o attività di investimento o gestione collettiva del risparmio. Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea i militari dell’Arma hanno scoperto l’esistenza del gruppo criminale, composto da due promotori finanziari e un operatore bancario, dedito a truffe di ingente valore monetario: simulando investimenti all’estero mai realizzati i 3 si erano appropriati di somme per svariati milioni di euro a loro consegnate da privati.

La Procura di Napoli scrive che gli arresti sono stati effettuati su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Eduardo Tartaglia, nato a San Giorgio a Cremano il 23/03/1954, Rozzo Zullino, nato a Orange in Francia il 13/09/1963 e Klaus Georg Behrend nato a Napoli il 04/08/1953. Tutti e tre sono ritenuti gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe, appropriazione indebita di ingenti somme di denaro, consegnate loro da investitori privati e formazione di false scritture private contenenti la rappresentazione di investimenti in realtà mai effettuati presso la Banca Hottinger di Lugano in Svizzera.
Il solo Eduardo Tartaglia è ritenuto inoltre, responsabile anche di abusiva raccolta di risparmio. Il provvedimento in questione scaturisce da prolungate e complesse indagini condotte dei confronti del clan Polverino, in particolare dell’ala imprenditoriale della citata compagine criminale, coinvolta nella maxi speculazione poer la realizzazione dell’Ipercoop di Quarto. Gli esiti delle intercettazioni telefoniche, svolte in due fasi, hanno consentito di documentare: l’operatività di un gruppo criminale dedito alla commissione di truffe di ingente valore monetario, simulando investimenti mai realizzati e appropriandosi delle relative somme di denaro consegnate da soggetti privati, per importi di svariati milioni di euro, destinando le medesime somme al loro uso personale, ovvero utilizzandole per restituire parte dei proventi illecitamente acquisiti con le stesse modalità da altri ignari investitori; il modus operandi adottato dagli indagati, consiste nel raggirare gli ignari investitori (almeno 6), formando false scritture private contenenti la rappresentazione di operazione finanziarie non effettuate o realizzate in termini inferiori, presso le Banche svizzere “Hottinger” e “RZ” di Lugano, nonché falsi elevati rendimenti per le cifre apparentemente investite; rinvenire e sequestrare materiale cartaceo e informatico inerente le false posizione finanziarie create.

Le misure restrittive sono state notificate a Eduardo Tartaglia e Zullino Rocco, già detenuti poichè destinatari di decreto di fermo del Pubblico Ministero, eseguito il 7 maggio del 2013 per concorso esterno in associazione mafiosa ed in ricicliaggio aggravato dalle finalità mafiose, nonché di ordinanza di scustodia cautelare per concorso in peculato e falsità ideologica, con danno al patrimonio del “F.E.C.” del Ministero dell’Interno, unitamwente a Klaus Georg Behrend, sottoposto agli arresti domiciliari e già indagato nell aprima tranche investigativa e, successivamente, arrestato su ordine del Gip presso il Tribunale di Roma