SCISSIONISTA IN FUGA, ARRESTATO NELL’AVELLINESE
Il 32enne di Melito fermato dai carabinieri. Sfuggì al blitz di dicembre

<b>MELITO</b>. Arrestato dai carabinieri


MELITO. Salvatore Chiariello, di 32 anni, di Melito, ritenuto appartenente al gruppo degli ‘scissionisti’ che si contrappone al clan camorristico dei Di Lauro, e’ stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli a San Martino Valle Caudina, nell’Avellinese. Chiariello era ricercato dalla notte del 7 dicembre 2004, quando riusci’ a sfuggire al fermo ordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Si era sottratto, in quella circostanza, al blitz anticamorra che porto’ in carcere 52 persone, tra affiliati al clan Di Lauro ed a quello contrapposto degli ‘scissionisti’, accusati a vario titolo di associazione camorristica, omicidi, traffico di droga, estorsioni, possesso illegale di armi ed altri reati. I carabinieri di Castello di Cisterna erano sulle sue tracce da alcune settimane e lo hanno scovato questa notte a San Martino Valle Caudina, un piccolo centro in provincia di Avellino. Si era rifugiato per sfuggire alle ricerche delle forze dell’ordine e dei suoi avversari.

(ANSAweb)




I QUATTRO LATITANTI ECCELLENTI



di DARIO DEL PORTO



NAPOLI. Li cercano in Italia e all’estero, a Napoli come in provincia. Sono i quattro principali latitanti della faida di Scampia e Secondigliano, gli obiettivi ai quali si stanno dedicando gli investigatori coordinati dal pm del pool anticamorra Giovanni Corona. Dopo il blitz scattato venerdì notte sul litorale domitio e culminato nell’arresto di sei presunti aderenti alla fazione scissionista del clan Di Lauro, l’azione della nostra intelligence prosegue mentre negli ambienti della politica risuona ancora l’eco della polemica tra il sindaco Rosa Russo Iervolino e il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. In cima alla lista dei ricercati c’è naturalmente Paolo Di Lauro, «Ciruzzo ’o milionario», presunto capo dell’organizzazione protagonista della spaccatura degli ultimi mesi. Sono in pochi quelli che ancora credono nelle voci di una sua morte. Se anche si è defilato dagli affari illeciti lasciando spazio al figlio Cosimo (attualmente detenuto) non si è mai smesso di dargli la caccia e in Tribunale prosegue il processo che lo vede, per la prima volta, imputato di associazione mafiosa. Tra i fedelissimi di «Ciruzzo» manca all’appello anche Ugo De Lucia, che dalle indagini emerge non solo come il capozona del rione «Perrone», ruolo al quale era stato designato al posto del padre da Cosimo Di Lauro ma anche come un killer: così almeno ne parla il primo pentito dell’inchiesta, Pietro Esposito. Sul fronte scissionista il personaggio di maggior spicco sin qui irreperibile è sicuramente Raffaele Amato, punto di riferimento dello schieramento definito, dopo la spaccatura, degli «spagnoli». Ma è ancora irreperibile anche Giacomo Migliaccio, capozona di Mugnano transitato nella frangia che si oppone ai Di Lauro. I carabinieri del Comando provinciale (il nucleo operativo diretto dal maggiore Nicodemo Macrì) e la squadra mobile (guidata dal vicequestore Vittorio Pisani) lavorano per creare terra bruciata attorno ai latitanti. In queste ore i carabinieri stanno esaminando il materiale sequestrato negli appartamenti di Varcaturo dove sono stati bloccati i sei arrestati venerdì notte. Oggi, o al più tardi domani, gli arrestati dovranno comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida dei provvedimenti restrittivi. Non si placa intanto il clima di contrapposizione politica dopo il botta e risposta tra il ministro Pisanu, che aveva invitato gli enti locali a fare di più contro la camorra, e il sindaco Iervolino che aveva liquidato queste parole come campagna elettorale. Ieri è intervenuto il capogruppo in Consiglio regionale di Forza Italia Franco Bianco, che definisce «ingenerosa» la presa di posizione del sindaco. «Il ministro – afferma Bianco – si sta prodigando tanto per Napoli e ha sempre dimostrato anche affetto personale per la Iervolino ma lei lo taccia addirittura di partigianeria».




IL MATTINO 21 FEBBRAIO 2005