Villaricca. Il caso ‘Autocostruzione’ scalda il consiglio comunale di ieri

Villaricca. Nella prima foto (in basso a sx) l'area recintata ed il progetto che prevedeva l'apertura a tutti

Ieri sera l’opposizione
tra le mozioni presentate in consiglio comunale ha chiesto spiegazioni in merito
all’autocostruzione dei 25 alloggi sul Corso Italia. Sulla questione
sono emersi fatti preoccupanti: in prima battuta la mancata
concessione dell’agibilità dal Comune agli inquilini degli
appartamenti; in seconda gli abusi edilizi commessi dai costruttori per la
zona di circa 300 metri quadrati che confina con Corso Italia.

Il primo a prendere la parola è stato il consigliere d’opposizione
Francesco Maisto: «In origine fu autorizzata un’area per il verde
pubblico, arredo urbano e parcheggi a disposizione della collettività,
questa è chiusa da muri di cemento. Il problema è che l’area non è
arredata, anzi è stata fatta una variazione per la costruzione
di variazioni del muro e del cancello, mentre a catasto il suolo risulta di proprietà della collettività, perchè da destinare ad area verde pubblica. Gli autocostruttori hanno presentato dopo le nostre denunce di presunto abuso edilizio Segnalazione Certificata di Inizio
Attività in sanatoria. L’unico attore che può variare quel progetto è
il consiglio comunale, come confermato dalla convenzione tra comune e
gli autocostruttori. Quell’area deve essere aperta a tutti».

Per l’amministrazione è intervenuto l’assessore all’Urbanistica, Maria Rosaria Punzo: «Mi
sento di affermare che tutte le opere realizzate dagli autocostruttori
sono conformi. C’è stato questo abuso in seguito ad una denuncia
dell’opposizione, l’ufficio tecnico ha effettuato i dovuti controlli.
E’ stata presentata una SCIA e quindi si è risolto. Per l’ammissibilità
delle variazioni al progetto non è necessario che intervenga il consiglio, perché si
tratta di una semplice sistemazione esterna, non è una modifica
planimetrica». Lo scorso aprile l’ufficio tecnico con
il comando della polizia municipale hanno effettuato un sopralluogo in
cui è emerso che le aree risultano conformi alle documentazioni presentate al comune. I
consiglieri di minoranza hanno annunciato la loro disponibilità a
votare una variante al progetto.

Il consigliere di maggioranza dell’Udc Castrese Napolano: « E’ tutto collegato: nel momento in cui cedono quell’area
il Comune darà l’agibilità della struttura. Noi consiglieri comunali
dobbiamo preoccuparci poco di questo passaggio tecnico. La
documentazione è a posto. Non c’è una variante sostanziale – ha
aggiunto dopo – Hanno fatto una fine lavori ed hanno ricevuto un
certificato d’idoneità statica per la struttura, non ci sono pericoli.
L’agibilità non ce l’hanno per un fatto burocratico perché non c’è
stato il passaggio di questo terreno dalla loro proprietà
all’amministrazione».

L’altro consigliere Aniello Granata si è smarcato dalla sua stessa
maggioranza: «Mi rammarico ma l’opposizione ha ragione. Non si può
fare una Scia su un atto del genere, è inconcepibile. Doveva essere fatto
un atto di cessione. Qualora il progetto venga variato bisogna portalo
in consiglio. Chiedo
all’ufficio tecnico di verificare le dimensioni perché rispetto al
progetto l’area è minore e chiedo l’acquisizione immediata”. Prima della
votazione Granata ha lasciato l’aula in polemica con l’amministrazione.