OMICIDIO A CALVIZZANO. Pecchia ha pagato il doppio ‘sgarro’ alla ‘nuova’ camorra di Marano

Ucciso per i suoi collegamenti con Mario Riccio, detto Mariano, esponente di una fazione maranese scissionista degli Amato-Pagano, che voleva allargarsi su Marano approfittando del vuoto di potere degli arresti del clan Polverino-Nuvoletta decapitato da arresti eccellenti. E’ questa la pista più calda seguita dagli inquirenti sul movente dell’omicidio di Ferdinando Pecchia, l’idraulico 40enne ammazzato domenica sera nel bar Rumba di via Nenni a Calvizzano. Fin dal primo momento le indagini sono state condotte dalla DDA di Napoli, facendo dunque presagire la pista camorristica per l’agguato. A carico di Pecchia, oltre un’indagine per essere stato coinvolto in un incidente mortale, ci sono anche diverse segnalazioni dell’Antimafia per frequentazioni negli ambienti della malavita.

In particolare la vittima è stata fermata più volte in strada insieme ad esponenti legati all’ala di Mariano Riccio, il ras che aveva creato un gruppo autonomo tra Mugnano e Marano, disgregato in breve tempo a seguito del suo arresto del capo, di alcuni affiliati e degli omicidi come quelli di eccellenti di Andrea Castiello,

Antonio Pastella e Salvatore Vigna, a cui si aggiunge la scomparsa nel nulla di Antonio Ruggiero, amico di Castiello. Tutti uomini legati a Riccio che – secondo gli inquirenti – sarebbero stati uccisi dai Polverino-Nuvoletta e dagli Orlando, la nuova costola che sarebbe ritornata prorompente su Marano. E proprio con una giovane donna imparentata con gli Orlando, pare che Pecchia, separato dalla moglie e con tre figli, avesse da qualche tempo una frequentazione assidua. Un doppio ‘sgarro’, insomma, pagato caro da Pecchia, sul cui corpo sarà svolta tra oggi e domani l’autopsia, dopodichè si terranno i funerali.