MELITO. Si dimettono sedici consiglieri, sciolto il Consiglio comunale di Melito. La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio di sabato, a tre giorni dalle dimissioni del sindaco Gianpiero Di Gennaro (Margherita) e dell’intera giunta. A rassegnare il mandato sono stati quattordici consiglieri della maggioranza (i nove della Margherita, i due consiglieri Idv, due dei tre rappresentanti del gruppo Democratici per Melito, l’unico consigliere Sdi) e due dell’opposizione (i capigruppo di Verdi e Ds). Non si sono ritirati i quattro consiglieri dell’Udeur, il secondo partito della coalizione Di Gennaro: sono state dunque decisive le dimissioni dei due esponenti della minoranza per raggiungere il numero minimo di firme necessarie per lo scioglimento dell’assise.
Con il dietrofront dei consiglieri si chiude definitivamente l’esperienza amministrativa iniziata due anni e mezzo fa. E a decretarne la fine è stata l’inchiesta per inquinamento del voto 2003 che il 19 novembre scorso ha portato in carcere tre presunti affiliati al clan Di Lauro (tra cui l’ex sindaco ed ex presidente della Margherita Alfredo Cicala) e che vede indagato lo stesso Di Gennaro. L’accusa formulata dai pm dell’antimafia, Filippo Beatrice e Marco Del Gaudio, è quella del 416 bis: associazione camorristica finalizzata all’intimidazione e all’impedimento del libero esercizio del voto. Accuse che, mercoledì scorso, hanno spinto il sindaco a rassegnare l’incarico per «dimostrare la totale estraneità rispetto alle vicende oggetto di indagini». Tre giorni dopo è toccato ai consiglieri protocollare il documento di dimissioni. «Non esistono più le condizioni per andare avanti – ribadisce il capogruppo della Margherita Venanzio Carpentieri –Occorre ora ridare la parola agli elettori. Saranno loro a giudicare le vicende di questi ultimi anni». Di un «gesto saggio» parla l’ormai ex primo cittadino: «Mi ero dimesso auspicando che i consiglieri di maggioranza facessero altrettanto – dichiara Di Gennaro – Ringrazio gli alleati che hanno accolto il mio invito. Le dimissioni sono un gesto obbligato per riscattare l’immagine della città e difendere le istituzioni dagli attacchi a cui sono esposte in questi giorni».
Non la pensa allo stesso modo Bernardino Tuccillo, consigliere provinciale del Prc e rivale di Di Gennaro al ballottaggio. «Sindaco e consiglieri si sono dimessi perché hanno avuto notizie di un imminente provvedimento da parte del ministero degli Interni – afferma – Di Gennaro sa bene che le elezioni del 2003 le avevamo vinte noi. La camorra ce le ha letteralmente scippate». Dalla parte di Tuccillo si schiera il parlamentare Ds Lorenzo Diana. Alla manifestazione «Melito, siamo fuori dal tunnel» – organizzata ieri mattina all’hotel Lento– il componente della commissione antimafia ha auspicato «un immediato intervento di Pisanu per rimuovere una situazione a dir poco ingombrante».
