Melito. Fallisce il colpo di Stato del PD, Carpentieri resta in sella: il caso della ‘tredicesima firma’

Il golpe ordito dal Pd al primo cittadino Venanzio Carpentieri è ufficialmente fallito. L’appuntamento sullo studio di un notaio del posto era per il primo pomeriggio con i numeri ancora in bilico, ma con la speranza di riuscire a far saltare il banco e porre fine all’esperienza amministrativa della fascia tricolore. Erano presenti in 12 nell’ufficio del legale, pronti con la penna in mano e in attesa che il tredicesimo si presentasse a “chiudere” il cerchio, ma l’ultima firma non è mai arrivata. A venir meno sono stati, oltre a parte dell’opposizione, 3 consiglieri del Partito Democratico. Gino Amelio, Pasquale Pietroluongo e Angela Guarino. I dem contavano che almeno uno dei tre firmasse, ma alla porta dello studio non si è presentato nessuno.

Secondo quanto si apprende al tentativo fallito hanno preso parte sei consiglieri del Pd (D’Angelo, Marrone, Ciccarelli, Pio, Corrado e Pentoriero), parte dell’opposizione (Mottola, Marrone, Di Munno e Amente) e l’indipendente di Melito Adesso, Lello Caiazza e Antonia Di Nunzio. Dodici consiglieri a cui si è aggiunto Marco Ponticiello, non intenzionato ad essere il tredicesimo.
Hanno aspettato quasi due ore prima di abbandonare ogni speranza e fare ritorno a Melito, ma si attendono ancora sviluppi. Intanto Venanzio Carpentieri, impegnato per la direzione del Pd a Napoli – che lo vede in bilico anche come segretario provinciale – ha incassato un mezzo successo, ma i giochi sembrano ancora aperti. Il prossimo scenario potrebbe vedere l’apertura del Sindaco ad un’amministrazione con una maggioranza alternativa, ma non si esclude un nuovo tentativo nei prossimi giorni.