Marano. L’ombra della camorra sulla mancata sfiducia all’Amministrazione

Una sfiducia mancata per pressioni della criminalità organizzata. E’ questo uno degli argomenti sui quali si concentra la relazione del Ministro dell’Interno, basata sulle indagini portate avanti dalla Commissione d’accesso, che hanno determinato lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del comune di Marano. Il Ministero fa un chiaro riferimento alla crisi politica culminata nel dicembre 2015 con la mancata sfiducia dell’allora sindaco Angelo Liccardo.

Alla vigilia di Natale del 2015 dodici consiglieri comunali di minoranza erano
pronti a firmare le dimissioni contestuali per far decadere il primo cittadino. Il tredicesimo uomo, che sarebbe risultato decisivo, doveva essere un esponente della maggioranza. Così non fu e la relazione del Ministero svelerebbe il perché: ”Secondo le ipotesi investigative – si legge – l’apporto del primo cittadino è stato talmente apprezzato dalla criminalità organizzata da indurre il clan ad intervenire su un consigliere affinché non sfiduciasse il sindaco, allorché, nel dicembre 2015, si stavano delineando le condizioni che avrebbero potuto condurre ad una crisi dell’amministrazione comunale“.
Si tratta naturalmente di questioni sollevate dalla commissione d’accesso che per ora non hanno trovato nessun riscontro giudiziario.