Nove colpi alle spalle ed uno alla testa: così è stato ammazzato Michele Lorenzetti. Si scava nella vita privata del 51enne

E’ stata una vera e propria esecuzione quella eseguita ieri nel parcheggio di un hotel tra Varcaturo e Licola che ha portato alla morte di Michele Lorenzetti, 51 anni residente a Soccavo. I killer lo hanno sorpreso alle spalle ed hanno esploso 9 colpi di pistola, di cui uno alla testa. Le modalità con cui è stato eseguito l’agguato farebbe pensare alla mano della camorra, ma per ora l’Antimafia non indaga sul caso e la pista principale seguita è quella privata. I carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, insieme ai colleghi di Castello di Cisterna, stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo. A quanto pare il 51enne, che aveva piccoli precedenti, aveva appuntamento col titolare della struttura alberghiera. Era entrato con la Chrysler (non di sua proprietà) nel parcheggio ed era in attesa dell’uomo quando i killer lo hanno sorpreso alle spalle e colpito con 9 colpi, di cui uno mortale alla testa. Il corpo è stato ritrovato a terra in una pozza si sangue, tra due auto. Non è ancora chiaro se abbia cercato di scappare o se i killer lo abbiano sorpreso, freddandolo sul colpo.

I carabinieri stanno cercando di risalire agli autori del delitto anche attraverso le immagini delle telecamere posizionate nel parcheggio. Sono stati ascoltati anche i dipendenti della struttura e visionati i registri dell’hotel. La vittima era giunto con l’auto nel parcheggio, poi era sceso ed entrato all’interno della struttura salvo poi uscire poco dopo ed attendere all’esterno l’arrivo di qualcuno. Ma i killer hanno fatto prima e lo hanno trucidato. Come hanno fatto a sapere che l’uomo era lì? E’ stata una trappola o la vittima è stata seguita? Perchè ucciderlo nel parcheggio di un hotel e non in strada? Questi gli interrogativi a cui stanno cercando di dare una risposta gli inquirenti stanno scavando nel passato di Lorenzetti.
L’uomo, originario di Soccavo, è un ex commerciante. Dopo la chiusura del negozio di alimentari in via Epomeo, si arrangiava come poteva facendo affari a destra e a manca. La pista economica e quella passionale sono quelle più battute. Michele era separato da tempo e non aveva una frequentazione assidua. Forse ha fatto uno ‘sgarro’ a qualcuno o ha pagato a caro prezzo un affare finito male. Tutte le piste sono aperte, anche se per ora quella a sfondo camorristico è quella meno seguita ma non esclusa del tutto. Il territorio di Varcaturo è sempre stata una zona ibrida, sotto il controllo dei Mallardo ma dove si sono consumati anche omicidi di faide di altri clan come quelli dell’area flegrea. Ed una pista porta proprio a quella dei clan in guerra nella zona di Soccavo-Pianura. Nelle prossime ore gli inquirenti ascolteranno di nuovo i familiari, titolari e dipendenti della struttura alberghiera per ricostruire gli ultimi attimi di vita del 51enne.