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lunedì, Febbraio 26, 2024
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«Fabio sparò in bocca a Lello ‘bastone’», i boss della Vanella-Grassi confessano l’omicidio Stanchi-Montò

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Era l’8 gennaio 2012 quando i corpi senza vita di Raffaele Stanchi e Luigi Montò furono trovati senza vita in un’auto data alle fiamme di fronte al cimitero di Melito in via papa Giovanni XXIII. Quell’omicidio diede il via ad una mini faida che si concluse con l’omicidio di Fortunato Scognamiglio in via Mugnano, sempre a Melito. “Siamo stati noi ad uccidere Stanchi e Montò”, con queste parole Fabio Magnetti e Antonio Mannetta si sono incolpati del delitto nel corso del processo abbreviato.

I due si recarono ad un appuntamento a Villaricca per poi spostarsi verso Miano a casa di Carlo Matuozzo per mettersi d’accordo su un affare di droga. Un incontro che è finito nel sangue dopo una vera e propria tortura. Le sevizie furono messe in atto per scoprire dove fossero finiti i due milioni di euro sottratti per favorire Arcangelo Abete. Stanchi e Montò furono poi uccisi. “Fabio Magnetti sparò in bocca a Lello bastone” e accanto a lui c’era Umberto Accurso che proprio dopo quell’omicidio diventò il capo della Vanella. I due poi furono portati nel parcheggio antistante il cimitero di Melito, in pieno territorio degli Amato-Pagano, probabilmente per confondere le acque, ma gli scissionisti di Melito, in quell’omicidio, non avevano responsabilità.

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