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giovedì, Febbraio 29, 2024
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ACCADDE OGGI. Sparano al figlio del boss, ma colpiscono un’altra persona: donna uccisa in strada

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Maria Grazia Cuomo aveva 56 anni, non era sposata e se ne stava sempre chiusa in casa per colpa di una brutta voglia violacea sul viso; viveva con la sorella, moglie di un lontano parente del boss camorrista Carmine Alfieri, diventato collaboratore di giustizia.

I killer, quel giorno cercavano il figlio del boss pentito, l’intento era quello di ucciderlo per dimostrare a tutti i collaboratori di giustizia qual è il benservito che la camorra riserva ai “traditori”.

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Un commando di killer incappucciati e armati di Kalashnikov sono entrati in un casolare di campagna di Saviano, il paese che confina con quello del capoclan camorrista Carmine Alfieri. Cercavano suo figlio Antonio di 26 anni. Non l’hanno trovato e hanno puntato i mitra verso la stanza da letto, uccidendo Maria Grazia Cuomo, 56 anni, cognata di Francesco Alfieri, lontano parente del boss.

Doveva essere una punizione esemplare. Una lezione che non si dimentica, diretta a chi in quei mesi stava facendo arrestare decine di affiliati ai clan. Prima Pasquale Galasso, luogotenente di Alfieri, poi il padrino. Con le loro confessioni ai giudici dell’Antimafia hanno ricostruito un decennio di dominio della criminalità organizzata: omicidi, collusioni, legami pericolosi con politica, imprenditoria, magistratura. Tanti altri pentiti hanno seguito il loro esempio.

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