«Se gli Orlando mi tradiscono, li faccio fuori» Polverino disse che dovevano ammazzarli

Nonostante la scelta di campo operata dagli Orlando in favore dei Polverino, o barone rimase sospettoso delle azioni e delle reali intenzioni dei Carrisi. A svelarlo è il collaboratore di giustizia Roberto Perrone:« Nel 2010, organizzammo con Peppe Polverino organizzammo una riunione di vertice con gli Orlando anche perché Peppe temeva che si stessero accordando con i Nuvoletta. Nel corso di quella riunione, erano presenti, per il gruppo Polverino io, Nappi Carlo, Peppe Polverino, Giuseppe Simeoli, Cerullo Sabatino , Salvator Cammarota mentre dal lato degli Orlando, c’era Raffaele Orlando detto Papele, Orlando Antonio ed il nipote Armandino. C’incontrammo nel rifugio Viticella ove io mantenevo Peppe Polverino latitante, fuori al covo c’erano ragazzi dei Polverino. Gli Orlando, Antonio e Raffaele, approfittarono dell’incontro per presentare il loro nipote preferito, Armandino, figlio della sorella di Pignataro Maggiore, il cui genitore fu ammazzato in un agguato camorristico. Antonio e Papele Orlando lo presentarono proprio per farlo entrare a pieno titolo nel loro clan, il gruppo Orlando, e legittimandolo al cospetto dei Polverino. Peppe Polverino ebbe modo di elogiare l’ingresso di Armandino, ed anzi, disse che eravamo a disposizione per qualsiasi cosa e poiché gli Orlando avevano manifestato che in quel periodo erano scarsi a fornitura di hashish, Pepe Barone a Cerullo Sabatino di omaggiare ad Armandino Lubrano di una fornitura di Hashish, non ricordo la quantità, senza alcun pagamento. In quella riunione Peppe Polverino ribadì agli Orlando di fare attenzione ai loro cugini Nuvoletta perché erano insidiosi e gelosi di loro. Alla fine della riunione Peppe mi confidò che vedeva gli Orlando particolarmente pericolosi, se si fossero alleati con i Nuvoletta, aggiunse pure che se ci fossimo accorti di un tradimento degli Orlando, lui avrebbe decretato la morte di Armandino,ma facendo ricadere la colpa ai Nuvoletta».