Centro scommesse finito sotto sequestro a Qualiano, arriva la decisione del giudice

Il Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere ha accolto il ricorso dell’avvocato Daniela Agnello sul sequestro del centro scommesse eseguito dai militari dell’Arma, insieme al personale dell’AAMS delle attrezzature informatiche di un centro scommesse collegato con il bookmaker Stanleybet lo scorso 3 febbraio a Qualiano.

Il titolare del centro, difeso dall’avv.Agnello , ha proposto ricorso avverso il decreto di sequestro.
In data 07.04.17 il Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere ha accolto il ricorso e ha precisato che: “Si discute di un operatore comunitario che finora non ha potuto avere accesso al mercato senza che ciò fosse ascrivibile ad una propria responsabilità.
Ebbene, nel caso di specie il fumus del reato ipotizzato dal PM non sussiste, poiché sotto i numerosi aspetti fin qui evidenziati il regime concessorio vigente in Italia in materia di giochi e scommesse si pone in contrasto con i principi comunitari afferenti il diritto di stabilimento e di libertà di prestazione di servizi, onde se ne impone la disapplicazione.
Il Tribunale ha concluso ritenendo espressamente che “il fatto ascritto all’appellante non risulta astrattamente sussumibile in alcuna ipotesi di reato, con conseguente restituzione allo stesso di tutto quanto in sequestro”.

La pronuncia rappresenta l’ennesima conferma della giurisprudenza nazionale e comunitaria che ribadisce l’assoluta regolarità e liceità dell’attività dei centri Stanleybet.
Con riferimento all’operatore Stanleybet, infatti, il sistema concessorio italiano ha generato tre gare censurate dagli organi comunitari, quindici anni di giurisprudenza nazionale con disapplicazione della normativa italiana, con dissequestri e sentenze di assoluzione in favore dei centri affiliati all’operatore comunitario anglo-maltese Stanleybet.