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GIUGLIANO, LE CIRCOSCRIZIONI BOCCIANO IL PIANO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO

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A pochi giorni dall’approvazione del bilancio, imposta improrogabilmente non oltre la metà di Giugno dalla diffida del prefetto Profili, l’apparente calma stabilita dopo la seduta consiliare di lunedì scorso, torna ad essere sconvolta da una pioggia di dissensi. Sono le circoscrizioni questa volta a farsi promotrici di una corale protesta rispetto ad un bilancio a quanto pare, del tutto noncurante delle esigenze delle circoscrizioni stesse. Lunedì scorso infatti, il consiglio con sedici voti favorevoli, sette contrari e nessun astenuto, diceva si al bilancio. Nel pomeriggio della stessa giornata, la Circoscrizione di Casacelle, votava contro. E’ il consigliere di Forza Italia Lello Fanelli a farsi portavoce del disappunto del suo quartiere e di quello del parlamentino che rappresenta, circa il piano spese votato dal consiglio dei grandi. “100mila euro per le associazioni ma nessun piano di investimento per le circoscrizioni che dovrebbero portare a compimento il piano di decentramento amministrativo previsto da quest’amministrazione” – giustifica così Fanelli il voto sfavorevole che il consiglio di circoscrizione, per il secondo anno consecutivo, ha espresso rispetto al bilancio e prosegue – “Noi avremmo bisogno di maggior sostegno da parte di questa giunta. Da sei mesi non abbiamo neanche i segretari né il nuovo bilancio ha previsto di trasferirci i fondi che ce ne garantiscano uno, e questo – spiega il consigliere – va contro il regolamento previsto dallo statuto”. E così Casacelle, boccia il bilancio e lo fa attraverso il voto sfavorevole del presidente Salemi e del consigliere Abbellito, entrambi rappresentanti dei DS, di Fanelli e Pollastro di Forza Italia, di Bottacci della Margherita, Varone dei Verdi, e di Russo dell’Udeur. Ma sull’esempio di Casacelle, nei due giorni successivi, si sono riunite ed hanno votato contro il consuntivo delle spese, anche le circoscrizioni di Giugliano Centro e di Licola-Varcaturo. Insomma, dopo la diffida di Profili, arriva la sfiducia dei parlamentini di quartiere che più volte hanno rivendicato aiuti e sostegno dal governo centrale della città. Incalza dunque la crisi politica. Ma dopo l’ultima sconcertante “rivoluzione” interna all’amministrazione locale, la tanto agognata democrazia partecipativa intorno alla quale la compagine amministrativa aveva costruito tutto il suo piano governativo, diventa sempre più un ricordo ed una leva sulla quale fanno forza gli organi decentrati di governo per reclamare il rispetto dei loro diritti. Ma il problema più urgente delle circoscrizioni, resta la carenza dei mezzi necessari a funzionare nonostante Giugliano, come più volte ha sostenuto lo stesso governo centrale, per estensione e per numero di abitanti, ha necessità di veder disarticolarti i suoi organi di potere, il rischio è un ulteriore disordine burocratico e amministrativo.

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