PUBBLICITÀ
HomePoliticaREFERENDUM/5. IL VICESINDACO DI CALVIZZANO: «ECCO PERCHE' VOTARE SI»

REFERENDUM/5. IL VICESINDACO DI CALVIZZANO: «ECCO PERCHE’ VOTARE SI»

PUBBLICITÀ

“Sono fermamente convinto di questa riforma. Il problema sta nella cattiva e dilatata informazione che il centrosinistra propina agli elettori”. A parlare è il vicesindaco di Calvizzano, Antonio Gala (An). “Si fa tanto chiacchiericcio per i punti che riguarderanno la riforma sanitaria. Si tuona contro ciò che ne sarà in Campania senza rendersi conto che già tutto è cambiato”.




Lei che è un medico, ci spiega quali saranno le differenze sotto il profilo sanitario, nel caso la riforma fosse approvata?


Non cambierebbe proprio nulla. Già ora è la regione che legifera sulla sanità, con il piano sanitario regionale ad esempio. Abbiamo già 20 realtà sanitarie differenti. Le elargizioni della Campania non sono di certo quelle della Lombardia. E comunque i livelli minimi di assistenza resteranno uguali per ogni regione. Ciò che cambierà sarà la quota procapite per pazienti. Ma gli elettori ignorano che è già cambiata. La regione ci ha imposto un limite annuo di 189 euro a paziente, che entrerà in vigore a gennaio. E’una follia. Ripartita risulterebbe essere una spesa mensile di 15 euro. Ma se si considera che una scatola di ipertensivo costa circa 30 euro, ci si rende subito conto che la cifra sarà presto sforata. In questo caso un’apposita commissione ammonirà, segnalerà e sospenderà i medici che prescriveranno farmaci per una cifra superiore alla soglia prevista. L’ipertensione, così come il diabete sono in realtà patologie diffusissime. E i malati di cancro? I loro medicinali costano circa 600 euro al mese. Cosa dovremmo fare noi medici, se non allontanare questi pazienti? Chi sarà disposto a prendersi cura di loro?”

PUBBLICITÀ




Un errore, dunque, quello della regione?


Imperdonabile. Così come quello di abolire i ticket, che ha eliminato qualunque criterio di scrematura. Con risultati pessimi. Quindi mi chiedo, se la regione Campania che ha combinato questo pasticcio è di sinistra, così come la maggioranza delle regioni, che senso ha il loro no? Hanno già fatto tutto e di più di quello previsto da questa riforma costituzionale. Aggiungo un’altra cosa. Il sindacato dei medici, teoricamente organo apartitico ed apolitico ma con chiare tendenze di centrosinistra, si è preoccupato di mandare lettere ed email di propaganda per il no. E’ un’indecenza. E’ un sindacato che non ci difende.




Quale crede sia un punto irrinunciabile di questa riforma?


Quello della ripartizione dei poteri tra il Presidente del Consiglio e quello della Repubblica. Votiamo chi ci rappresenterà. E’ giusto quindi che il premier, espressione della maggioranza elettorale, ricopra maggiori poteri. Il presidente della Repubblica non rappresenta, invece, tutta la maggioranza. Dovrebbe addirittura essere una figura apartitica. Ha funzioni di garanzia, ed è giusto così.




Quale ritiene, invece, essere un punto negativo di questa riforma?


Nessuno a mio avviso.




Cosa risponde a coloro che accusano di “voler spaccare l’Italia con la devolution”?


Sciocchezze. Quello che è palese è la disinformazione comune circa questa faccenda. Nessuno divide nessuno. Semplicemente ci si rende conto che ci sono tante e differenti realtà locali da valorizzare, ognuna con le proprie esigenze.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ