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GIUGLIANO, RIESPLODE LA POLEMICA POLITICA. SCONTRO SINDACO-SEGRETARI

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Sindaco e partiti, animi accesi su come mettere pace nel centrosinistra. In pratica, scatta la polemica sulla modalità da scegliere per ricucire lo strappo tra gruppi consiliari e direttivi sul voto del Bilancio. Prima sedici consiglieri su 30, di cui sei senza l’ok dei propri partiti, hanno votato a favore per scongiurare lo scioglimento del Consiglio comunale; ora si tenta di trovare un equilibrio per uscire dall’impasse e andare avanti. Ma l’abitudine allo scontro politico non si abbandona: Taglialatela attiva le segreterie provinciali, i segretari cittadini lo accusano di voler evitare il confronto diretto. Il dente più avvelenato nell’Udeur. «Ci scavalca, dando prova della sua incapacità di gestire il tavolo politico di Giugliano- dice il coordinatore cittadino Giulio Pezzella- Adesso ha bisogno di farsi scudo dei vertici napoletani per allungare ancora all’infinito la discussione» Ma non mancano le accuse dei Verdi. Nel mirino il voto a favore di tutti e cinque i consiglieri Ds «Si sono accollati la responsabilità politica di quest’amministrazione – dice il coordinatore Giuseppe Di Girolamo» Pronto a ribattere il primo cittadino:«È evidente che a Giugliano c’è troppa tensione – dice il sindaco Francesco Taglialatela – la discussione va portata al tavolo provinciale. Non c’è più tempo da perdere, dobbiamo superare le incomprensioni che finora ci hanno impedito di trovare un accordo per il bene della città». Restano in attesa di provvedimenti i sei consiglieri sospesi per aver votato a favore del bilancio nonostante l’indicazione dei partiti ad astenersi: le loro sorti verranno decise dai collegi regionali. Intanto c’è chi attua escamotage tecnici per poter partecipare alle riunioni dei capigruppo. Lo hanno fatto i consiglieri in stand-by dell’Udeur, Antonella Pianese e Francesco Abbate, e il verde Francesco Marzucchiello. Ieri hanno presentato una «revoca dai propri incarichi in nome del partito» e costituito il gruppo Riformisti per Giugliano. Seguiranno lo stesso esempio Giovanni Panico, Enzo Pio Comune, e Giuliano De Cicco? «Noi restiamo nella Margherita – spiega Giovanni Battista Panico – In aula abbiamo ribadito di non essere distanti dalle posizioni del partito. Abbiamo approvato il bilancio, ma a condizione che fosse riaperto il dialogo coi partiti, senza i quali non si può governare. Diversamente quest’esperienza verrà considerata finita». Posizione contrapposta per lo Sdi: «A Giugliano eravamo per il no – dice il consigliere Antonio Ferraro – ma da Napoli siamo stati invitati ad un atto di responsabilità».



TONIA LIMATOLA – IL MATTINO 23 GIUGNO 2006

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